«Ho sospeso il Consiglio perché c’era troppo caos»
PESCARA. «La protesta in consiglio comunale non era mai stata così cieca come quella di giovedì scorso». Il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli ha giustificato così ieri la decisione...
PESCARA. «La protesta in consiglio comunale non era mai stata così cieca come quella di giovedì scorso». Il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli ha giustificato così ieri la decisione di interrompere, giovedì scorso, la seduta dedicata all’inquinamento del mare, perché gli esponenti del centrodestra hanno indossato in aula t-shirt con la scritta «Alessandrini dimettiti». Decisione duramente criticata dal centrodestra, che lo ha accusato di essere un presidente di parte. «Mi colpiscono le dichiarazioni circolate in questi giorni, in merito a quanto accaduto in consiglio», ha affermato Blasioli, «l’ultima quella di Maurizio Acerbo, che ci ha ricordato di come cose simili non fossero mai accadute ai tempi della sua opposizione». «Vorrei sottolineare», ha fatto notare, «che a più riprese ho sospeso il consiglio per cercare di riportare alla ragione il centrodestra. Nonostante questo, ho permesso ai consiglieri di tenere le magliette, salvo poi tornare alla normalità, ma non è accaduto».
Intanto, ieri gli esponenti del centrodestra hanno annunciato che si presenteranno con quelle magliette in tutte le prossime sedute del consiglio comunale. «La seduta non doveva essere interrotta», ha detto Carlo Masci (Pescara futura), «da nessuna parte nel regolamento comunale c’è il divieto di indossare magliette». «Non hanno avuto rispetto dei tanti genitori dei bambini che si sono ammalati per i bagni in mare», ha osservato Guerino Testa (Ncd). «Questa vicenda del mare inquinato è stata gestita male», ha sottolineato Armando Foschi (Fratelli d’Italia-An), «sindaco e giunta dovrebbero chiudere scusa alla città». «Non subiremo le censure di Blasioli», ha avvertito Marcello Antonelli (Forza Italia).
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