I 150 ragazzi di Giorgia: «Ecco la nostra gavetta»

Arrivano da tutto l’Abruzzo e da Roma: «Crediamo alla politica, siamo il futuro» Dalla cura delle sale ai cordoni di protezione per i big: «Volontari per passione»
PESCARA . Sono quasi 150 e arrivano da Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila, una trentina anche da Roma. Indossano le magliette bianche con il logo blu “L’Italia cambia l’Europa” stampato sul petto; dietro la schiena, la scritta “volontario”. Sono i ragazzi di Giorgia Meloni: Giorgia boys e Giorgia girls.
I ragazzi di Gioventù nazionale, nelle tensostrutture del villaggio di Fratelli d’Italia sulla spiaggia libera della Nave di Cascella, sono ovunque: sorridono e presidiano gli ingressi e le uscite, formano i cordoni di protezione per il passaggio dei big del governo, occupano le sedie per evitare gli incidenti diplomatici dei posti in prima fila “rubati”. È il piano terra della gavetta politica, il primo passo per scalare, un giorno, la vetta delle istituzioni. Tra questi ragazzi di oggi ci sono i politici di domani: qualcuno di loro diventerà consigliere comunale, assessore e sindaco, quelli con più pelo sullo stomaco arriveranno fino in Parlamento. Per i Giorgia boy & girl, il deputato Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale, è l’esempio di chi, dal basso, è arrivato in alto: «Il prossimo 5 maggio, Gioventù nazionale, movimento giovanile di FdI, festeggerà i suoi primi 10 anni», dice Roscani, «sognavamo di cambiare l’Italia e non potevamo pensare di festeggiare il nostro decennale nel modo migliore, con Giorgia Meloni presidente. Ora serve l’impegno di ognuno di noi per cambiare questa Europa, mettendo anche in campo candidature espressione del nostro movimento giovanile alle elezioni europee».
Qui, con il mare dietro i pannelli di plastica, gli iscritti di Gioventù nazionale guardano negli occhi i protagonisti della politica. E loro, i grandi, se li coccolano e magari rubano a quei ragazzi anche foto da dare in pasto soprattutto a Facebook, il social network dei boomer: una foto con un gruppo di ragazzi, si sa, è sempre una garanzia di “mi piace”.
In prima linea c’è Vittorio Aceto, studente universitario di 20 anni all’ateneo d’Annunzio di Chieti-Pescara: «Crediamo nei valori di Fratelli d’Italia e ci sentiamo coinvolti in questo momento politico», dice Aceto, militante di Azione universitaria e prossimo candidato al Senato accademico, «questa è la gavetta: ci occupiamo dell’organizzazione e dell’allestimento delle sale, del controllo dei varchi, della consegna delle magliette. Non è vero che i giovani non si interessano alla politica: in Italia l’aria è cambiata grazie a questo governo. I ministri? Con noi si sono dimostrati affabili e disponibili, non sono distanti».
L’elenco delle cose da fare è lungo, bisogna anche incanalare il flusso dei militanti di FdI, in arrivo dal Trentino e anche dalla Sicilia, verso i padiglioni in cui il blu è il colore dominante. I Giorgia boys e le Giorgia girls sorridono, parlano con educazione ed eseguono le commesse con la fermezza di chi si è preparato. E poi i primi due giorni sono stati un allenamento per la prova delle prove, cioè gestire la visita del presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni in programma oggi alle 11.45.
Pietro Di Renzo, 17 anni, studente del liceo classico Vico a Chieti, ha già le idee chiare: «Seguiamo un ideale e siamo una comunità e questo significa che insieme possiamo cambiare la società», dice declinando alla perfezione lo slogan della conferenza programmatica, “L’Italia cambia l’Europa”. «Vogliamo far sentire la voce dei giovani perché i giovani siamo noi e siamo il futuro», riflette Di Renzo che, nel curriculum politico, vanta già anche una partecipazione ad Atreju.
Con la maglietta bianca c’è anche Roberto Miscia, consigliere comunale a Chieti, il più “anziano” tra i giovani con i suoi 29 anni, chiamato a coordinare i ragazzi: «Qui c’è tanta, tanta militanza», dice, «siamo sempre pronti a metterci a disposizione del partito. Io ho cominciato proprio così 12 anni fa e continuerò a farlo», racconta lui che, nel primo giorno della convention, ha fatto 26mila passi all’inseguimento dei dettagli da curare. «Tutti questi ragazzi credono alla politica fatta di passione e impegno senza niente in cambio. E FdI», dice Miscia, «valorizza i giovani: alle elezioni europee dell’8 e 9 giugno candideremo Nicola D’Ambrosio, presidente di Azione universitaria, e questo è il riconoscimento alla militanza». (p.l.)

