I 351 migranti diventeranno muratori

8 Maggio 2023

Dopo il dramma degli sbarchi il posto in cantiere: siglato l’accordo che fa diventare la regione un esempio di solidarietà

PESCARA. Migranti: dall’accoglienza al lavoro. L’Abruzzo diventa una regione pilota in Italia. Formeranno operai per l’edilizia i protocolli d’intesa siglati con grande senso civico dalle associazioni imprenditoriali Aniem Confapi, Cna costruzioni Abruzzo, i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil, la scuola edile regionale Edilformas Abruzzo nelle sedi provinciali, i Centri di accoglienza straordinaria (Cas), con il prezioso coordinamento delle rispettive Prefetture.
RIDARE PROSPETTIVE.
L’inserimento avverrà attraverso percorsi formativi gratuiti dedicati e altre misure di politiche attive del lavoro messe a rete tra i Cas e il Sai (Sistema di accoglienza e integrazione), finanziati tramite Edilformas Abruzzo.
Significa ridare prospettive concrete anche ai 351 migranti giunti in regione nelle ultime settimane: 201 sbarcati a Ortona e altri 150 arrivati via terra.
ORA TOCCA A PESCARA.
A Teramo il tavolo territoriale per attivare il protocollo è partito a fine aprile, a Pescara decollerà entro maggio.
«Un obiettivo semplice che risponde al bisogno di manodopera formata che hanno le imprese abruzzesi e che crea inclusione», spiega Luigi Pagnini, il presidente di Confapi Aniem Pescara-Chieti, «abbiamo subito trovato la piena disponibilità delle Prefetture, che avranno un ruolo di coordinamento e controllo fra le imprese, gli enti di formazione e i Cas, che accolgono gli stranieri in arrivo in Italia attraverso i corridoi umanitari e le altre modalità di ingresso per profughi e migranti».
«Così come abbiamo subito registrato la disponibilità delle nostre attività ad accoglierli nei cantieri una volta formati, perché mai come in questo momento la domanda di lavoro edile è sproporzionatamente alta rispetto all’offerta. È una sfida, che contiene tante cose, non ultima la possibilità di integrazione e di un lavoro dignitoso e sicuro».
DUEMILA POSTI.
«Il protocollo garantisce l’ingresso di lavoratori formati nei cantieri per fare in modo che sicurezza e competenza siano priorità rispettate sempre», illustra Massimo Passalacqua, direttore di Edilformas Abruzzo, «a queste si aggiunge il fattore umanitario e solidale: daremo agli stranieri che entreranno nel protocollo innanzitutto una formazione tecnico-edile di base prevedendo aule impostate al solo scopo di favorire l’apprendimento con una formazione prettamente pratica, rilasciando nel contempo il corso base di primo ingresso in cantiere. In Italia la manodopera edile ha un bisogno di 100.000 unità, in Abruzzo ci sono oltre 2.000 posti potenziali a disposizione: è un lavoro duro, che non tutti riescono o vogliono fare, per questo abbiamo coinvolto i migranti, offrendo loro possibilità concrete e di qualità per mantenersi con stipendi attualmente di tutto rispetto superiori a altre tipologie contrattuali».
I SINDACATI.
«Una sfida avvincente e utile con un’enorme funzione sociale», afferma Giovanni Panza segretario generale Feneal Uil Abruzzo».
«L’Edilformas già da un paio di anni ha sviluppato una specifica esperienza formativa a favore dei migranti», aggiunge Silvio Amicucci Ioannone, segretario generale della Fillea Cgil Abruzzo, «da qui è nata l’idea di andare oltre, di generare percorsi di facilitazione e di inserimento lavorativo nel settore attraverso dei protocolli di sinergia con istituzioni ed enti del territorio».
«Siamo orgogliosi di essere fra le poche regioni in Italia ad aver avviato il Tavolo territoriale del protocollo», così dice Giancarlo De Sanctis, segretario generale Filca Cisl Abruzzo e Molise, «si tratta di un’iniziativa che ha una forte rilevanza anche per la tutela dall’allontanamento da forme di sfruttamento e illegalità a cui i soggetti interessati sono esposti a causa della loro condizione. Lavorando, invece, potranno acquisire una professionalità concreta e duratura e rispondere alla grande esigenza di manodopera sentita nell’edilizia regionale da un paio di anni a questa parte».
UNA VIA NOBILE.
«È un progetto bellissimo perché considera i migranti una risorsa vera», aggiunge Silvio Calice, coordinatore regionale Cna Abruzzo, «da un lato c’è l’accoglienza, dall’altro c’è il fatto che la nostra società va verso un rifiuto di questo tipo di lavoro e c’è una carenza da colmare che diventa fabbisogno lavorativo. Non è una via facile, perché devono affrontare difficoltà per riuscire a rispondere a tale offerta, prima fra tutte la lingua, ma è nobile, perché così acquisiscono diritti e doveri, e opportunità più dignitose che consentono loro di integrarsi come manodopera in grado di lavorare subito e in sicurezza». (l.c.)