I 4 candidati sindaco ai balneatori: così salveremo le imprese

5 Giugno 2024

Promesse e proposte al vertice ideato dalla Confartigianato Costantini: «Con me la riviera non sarà un grande fast food»

PESCARA. Cosa farà il prossimo sindaco di Pescara se sarà costretto a mettere all’asta gli stabilimenti balneari? Questa la domanda che Giancarlo Di Blasio, presidente della Confartigianato Pescara, ha fatto ieri ai quattro candidati sindaco in corsa alle elezioni di sabato e domenica. E, di fronte a una platea di balneatori allarmati per la direttiva Bolkestein e riuniti nella sede di piazza Garibaldi, i politici hanno preso l’impegno di «tutelare la categoria». Se dovesse essere davvero il Comune a stilare i bandi per le concessioni, potrebbero spuntare «clausole di salvaguardia» per i gestori degli stabilimenti balneari della riviera pescarese.
MASCI: TUTELARE LA STORIA Il sindaco uscente Carlo Masci, ricandidato del centrodestra, si è presentato così: «Immagino una Pescara nuova, moderna, che guardi al mare e al fiume. Pescara, da anni ha bisogno di nuove strutture ricettive: faremo costruire nuovi alberghi, almeno tre perché la richiesta è altissima e quindi ce n’è bisogno». Poi, sulle concessioni all’asta, con la possibilità che i bandi debbano essere fatti proprio dal Comune, Masci ha promesso: «Ogni volta che abbiamo preso una decisione sulla spiaggia, abbiamo avuto sempre confronti diretti con le associazione di categoria che hanno portato a risultati concreti. Se il Comune dovesse essere il soggetto attuatore dei bandi, con la convinzione che la Regione darà degli indirizzi, e se dovessi essere io ancora sindaco, ci preoccuperemo di tutelare storia, tradizione, cultura delle persone che hanno investito tanto nelle loro strutture. Terremo conto di questo perché vogliamo tutelare al massimo le attività produttive. Se Pescara è questa, lo è grazie anche e soprattutto agli imprenditori del mare».
COSTANTINI: NO AI COLOSSI «Non vogliamo che la riviera di Pescara diventi un gigantesco Mc Donald’s», ha detto Carlo Costantini, candidato del centrosinistra, «né che Briatore e Santanché si prendano le nostre concessioni. La soluzione esiste ed è organizzarsi, a livello comunale, con gare che tutelino il più possibile gli operatori uscenti. La Bolkestein ci obbliga all’evidenza pubblica ma non ci dice come: vogliamo che la riviera di Pescara conservi le specificità che ha oggi e, per questo, nei bandi si potrebbe inserire il principio di evitare le concentrazioni».
FUSILLI: CONCERTAZIONE Il renziano Gianluca Fusilli ha detto: «L’amministrazione di una città non si fa nella solitudine di una stanza. Il confronto reale tra le idee non può che farci crescere». Con i balneatori Fusilli ha parlato chiaro: «Bisogna ragionare in termini di responsabilità sapendo che il Comune non fa le leggi». Tra le proposte, Fusilli ha detto: «Sì a un tavolo di concertazione permanente con gli operatori che hanno fatto crescere Pescara a fini turistici e no al safari dei bandi perché serve omogeneità».
PETTINARI: NO INFILTRAZIONI Questo l’intervento del candidato civico Domenico Pettinari: «Il petrolio di Pescara sta nel turismo e nel commercio. Il nostro programma ruota intorno a tre parole chiave: semplificazione, per far nascere nuove attività, agevolazioni, con la detassazione per i settori in crisi, e condivisione con la creazione di una commissione permanente dotata di una sorta di potere deliberante». Ai balneatori, Pettinari ha detto: «Voi siete un’economia sana e se io potessi decidere direi che si deve conservare anche perché ho il timore di infiltrazioni malsane. Dobbiamo istituire un tavolo di confronto per stilare i bandi con una sorta di clausola di salvaguardia a tutela degli imprenditori che hanno prodotto un valore aggiunto». E poi Pettinari ha concluso rimarcando il suo piano per «le tre porte di accesso della città: bisogna investire su porto, aeroporto e stazione ferroviaria». (p.l.)