I balneatori: «Il mare ci porta via tutto»

18 Gennaio 2017

Francavilla, l’acqua sta mettendo in pericolo la stabilità di diverse concessioni e si avvicina pericolosamente alle case

FRANCAVILLA AL MARE. Il rischio paventato dai balneatori che le mareggiate potessero provocare guai seri agli stabilimenti è divenuto realtà. Le concessioni più colpite dall'impeto del mare in tempesta sono quelle subito dopo il confine con Pescara, zona Pretaro. In 24 ore, l’acqua che l'altro ieri era arrivata a lambire L'Approdo, La Baia delle Sirene, Vela Bianca e Nautilus, oltre a divorare la spiaggia, ha danneggiato gli stabilimenti. Parte della passerella che circonda il Nautilus è venuta giù e manca poco al disastro completo con la distruzione dei locali.

Alla Vela D'Oro e nella Baia delle Sirene sono completamente scoperte le protezioni e i cubi in cemento, con il mare che si è infiltrato sotto la concessione a rischio di crollo. «Ho fatto l'abbonamento a cose del genere», racconta amareggiata Fulvia Di Giuseppe, della Vela Bianca, «una orribile sequenza che in 6 mesi ho visto due volte. Lo stabilimento è caduto a marzo e novembre 2015, ora il mare è di nuovo sotto alla concessione. Dalla mareggiata di marzo 2015 a oggi, siamo sempre con gli stabilimenti che cadono a causa delle mareggiate perché non c'è alcuna difesa della costa nonostante le numerose segnalazioni a Comune e Regione. Il problema è ben noto a tutti gli amministratori, ma ogni volta ci ritroviamo a rimettere tutto in piedi. Compresa la sabbia che si è abbassata di un metro. Il restringimento dei varchi e la ricarica delle scogliere, come è stato fatto per i primi due stabilimenti al confine, è ciò che chiediamo anche noi. Da un punto in poi sono state fatte le soffolte ma non sono servite a niente. Sono scoraggiata e delusa, ormai lavoro a perdere. Non abbiamo nemmeno la possibilità di avere la pista ciclabile, che ci ha tolto ulteriori clienti rispetto agli altri. Chiedo che si muovano per risolvere la situazione».

A rincarare la dose è Riccardo Padovano (Sib-Confcommercio) che ieri ha incontrato il sindaco, Antonio Luciani: «Va subito attivata la procedura di emergenza, il sindaco ha i progetti per le scogliere radenti che poi potranno essere poggiate su quelle esistenti, ma ora servono per contenere i danni a stabilimenti e abitazioni, visto che tra Vela Bianca e Baia delle Sirene, l'acqua lambisce il muro dell'istituto delle suore e di una residenza per anziani. In questo momento gli stabilimenti sono a rischio. In Regione, l'estate scorsa, è stato garantito che o fondi sarebbero stati erogati al Comune com’è accaduto con altre città. A me dispiace dire che in passato, nel 2003, il Comune di Francavilla rinunciò al progetto Ricama che mise in campo una difesa della costa. Forse oggi si pag l'errore di non aver aderito a quella iniziativa».

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