I balneatori: un accordo per le tasse sulla spiaggia

Lo scontro in Cassazione, proposta di Ciferni all’amministrazione Alessandrini «Sì al pagamento per l’occupazione della riviera ma no a sanzioni e interessi»
PESCARA. Un accordo con il Comune sulle tasse per la spiaggia: sì al pagamento delle cartelle per l’occupazione del suolo pubblico della riviera ma no alle sanzioni e agli interessi. È questa la proposta dei balneatori all’amministrazione Alessandrini per mettere fine ai casi giudiziari che, partendo dal tribunale di Pescara, stanno per arrivare fino alla Corte di Cassazione.
A spiegare i motivi dello scontro giudiziario in corso sono Riccardo e Laila Ciferni, titolari degli stabilimenti Trieste e Lido: «In base ai nostri titoli concessori», spiegano gli imprenditori, «abbiamo la possibilità di sfruttare le aree del marciapiedi con tende, tavoli e sedie. Senza quell’autorizzazione contenuta nei titoli concessori, non avremmo mai potuto mettere quell’arredo su aree che non sono comunali ma demaniali». La tesi dei balneatori è: versando i canoni annuali delle concessioni, risultano saldate anche i canoni di occupazione del suolo pubblico, la Cosap. «Ma nel 2009, tra Natale e Capodanno, sono arrivate le cartelle riferite a 5 annualità, comprensive di sanzioni e interessi», dicono i Ciferni, «come se noi balneatori avessimo voluto sfruttare il suolo senza pagare il dovuto. Di fronte al nostro stupore per cifre che superano anche i 100 mila euro, il Comune si è trincerato dietro la formula del “canone dovuto” visto che, con l’arredo, si toglie spazio al passeggio sulla riviera. Il Comune non è mai stato disposto al confronto». I balneatori ricordano due precedenti: «Ai tempi in cui la Cosap si chiamava ancora Tosap ed era un tributo, il Comune tentò di farsi pagare l’emolumento attraverso la concessionaria Gappa ma mio padre», dice Ciferni, «fece ricorso e vinse in commissione tributaria e in appello». Ecco il secondo precedente: «Al tribunale di Pescara, un ricorso della Paranza di Elena Di Bartolomeo è stato vincitore», dicono i Ciferni, «poi è cambiato l’orientamento». Successivamente, infatti, il tribunale ha bocciato i ricorsi di Trieste, La Sirenetta e La Sirena.
All’amministrazione Alessandrini, i balneatori girano la stessa proposta già fatta ad Albore Mascia: «Non siamo cattivi pagatori ma non sapevamo di dover versare il canone per aree che non sono del Comune ma del Demanio. Comunque», spiegano i Ciferni, «sappiamo anche che, in momenti di crisi, ognuno è chiamato a dare il proprio contributo, ma pagare, oltre al canone, pure sanzioni e interessi è iniquo». Significa una transazione con il Comune per pagare solo la Cosap senza sanzioni – calcolate uno a uno – e interessi. «In un periodo in cui il Comune ha necessità di fare cassa», concludono i balneatori, «siamo disposti a pagare il canone ma non si può tirare il collo agli imprenditori. Pretendere sanzioni e interessi equivale a schiacciare le attività».
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