I beffati del bonus da 600 euro C’è anche l’esercito degli esclusi

11 Aprile 2020

Fuori dai provvedimenti i professionisti che non sono iscritti in via esclusiva a una cassa previdenziale E Pettinari chiede la modifica della legge regionale: «Tutelate le oltre 29mila imprese dell’artigianato»

L’AQUILA. Tutto da rifare per i professionisti che, nei giorni scorsi, hanno chiesto alle Casse previdenziali di appartenenza il bonus da 600 euro. La pubblicazione del Decreto liquidità in Gazzetta ufficiale ha mescolato le carte in tavola, cambiando i requisiti di accesso. La modifica essenziale esclude le partite Iva che non sono iscritte «in via esclusiva» a una cassa previdenziale. Le domande dovranno essere ripresentate agli enti di appartenenza.
NUOVI REQUISITI. Come si evince da un articolo del quotidiano Il Sole 24 ore, «il provvedimento, cosiddetto decreto liquidità, stabilisce che per ottenere il bonus bisogna essere iscritti ad una sola cassa previdenziale». Un passaggio che mancava nella prima bozza di decreto e nel testo del 28 marzo scorso, che dettava le regole di erogazione della misura a sostegno dei liberi professionisti. Le Casse hanno già acquisito circa 420mila domande, che riguardano in parte i professionisti che svolgono anche un'attività da dipendenti e che, pertanto, non risultano iscritti in via esclusiva ad una Cassa. L’erogazione del bonus, per queste categorie, al momento risulta sospesa.
SÌ A INGEGNERI E ARCHITETTI. Due le categorie che accederanno, in ogni caso, al bonus una tantum da 600 euro per il mese di marzo. Si tratta di ingegneri e architetti, iscritti all’Inarcassa. L’Ente, infatti, non consente di versare contributi in due casse previdenziali differenti. A oggi, sono più di 92mila le domande arrivate, sul piano nazionale. C’è un altro nodo da sciogliere: la bozza del decreto 23 del 2020 precisava che al bonus non potevano accedere i titolari di pensione diretta, ovvero anzianità e vecchiaia. Ma nel testo pubblicato in Gazzetta ufficiale tale passaggio viene meno. L’articolo 34 stabilisce, inoltre, «che non possono accedere al beneficio i titolari di trattamento pensionistico». Quindi, anche chi riceve una pensione indiretta, come la reversibilità, è escluso da tale beneficio. Alla luce dei cambiamenti nel testo, per l’accesso all’indennizzo, i potenziali beneficiari dovranno ripresentare la domanda «con un supplemento di autocertificazione».
SOS ARTIGIANATO. Il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, chiede una modifica alla legge regionale che prevede l’avvio della cassa in deroga. «L’accordo quadro», spiega Pettinari, «prevede che per le aziende dell’artigianato e dei lavoratori somministrati sarà possibile ricorrere solo all'ammortizzatore ordinario del settore e non alla cassa integrazione in deroga. L’utilizzo della cassa ordinaria, tuttavia, esporrebbe le imprese artigiane abruzzesi ad una grave condizione di non ritorno, qualora non si rendesse possibile l'accesso delle imprese stesse agli ammortizzatori della Cigd, così come previsto dalla normativa vigente e precisato negli accordi stipulati in altre Regioni». Pettinari ricorda che «l’artigianato abruzzese è una delle arti caratteristiche del Made in Italy che conta ben 29.437 imprese in Abruzzo. Per questo, ora più che mai, è obbligo della politica regionale sostenere, mediante adeguate misure economiche, le piccole e medie imprese artigiane, che rappresentano l'ossatura dell’economia del territorio».
SOLUZIONE IMMEDIATA. Pettinari ha inviato una richiesta al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore al Lavoro, Piero Fioretti, per sapere «quali provvedimenti immediati la Regione intenda adottare per fornire una soluzione alle imprese artigiane abruzzesi che, in seguito all'accordo quadro stipulato il 30 marzo, non potendo accedere alla cassa in deroga, sarebbero esposte a una grave crisi finanziaria tale da sfociare, in molti casi, nell’estinzione delle stesse». Il vice presidente del consiglio regionale chiede, inoltre «se, così come previsto in altre Regioni, il governo abruzzese voglia farsi garante attraverso strumenti straordinari, anche per le imprese artigiane, della possibilità di individuare ulteriori forme di fruizione della cassa integrazione guadagni in deroga, così da sostenerne la ripresa, in un momento di piena emergenza sanitaria ed economica».
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