I bimbi come Noemi assistiti in Pediatria
Da settembre due posti letto in più in reparto per la cura delle malattie neurodegenerative
PESCARA. Fra qualche mese Noemi, la bimba di tre anni ricevuta anche da papa Francesco, affetta da Sma (l’atrofia muscolare spinale), e tutti i bimbi abruzzesi (e di ogni altra regione) affetti da malattie analoghe, per lo più neurodegenerative - non sarà più costretta a sobbarcarsi centinaia di chilometri di viaggio (con tutti i rischi connessi), per potersi recare in diversi ospedali d’Italia (come il Gaslini di Genova), per affrontare le cure e l’assistenza di cui necessita.
A settembre, per la prima volta in Abruzzo, lo ha annunciato ieri il manager della Asl, Claudio D’Amario, verranno istituiti due posti letto in più nel reparto di Pediatria dell’ospedale civile di Pescara, proprio per fare in modo, per i piccoli malati, di trovare assistenza non lontano da casa. Se n’è parlato ieri in un incontro che si è tenuto all’ospedale civile, e al quale hanno preso parte, oltre a D’Amario, tra gli altri, il papà di Noemi, Andrea, il direttore di Pediatria, Giuliano Lombardi, Marcello Villanova dell’ospedale privato Nigrisoli di Bologna, e parte dello staff che si andrà a occupare della nuova struttura, Daniela Trotta, neuropediatra, Rita Capanna e Annamaria Tocco, di Pneumologia pediatrica. Un’iniziativa che nasce dall’associazione Progetto Noemi, presieduta dai genitori di Noemi, Andrea e Tahereh.
Nell’autunno scorso, infatti, Andrea, come lui stesso ha raccontato ieri, ne parlò con il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, il quale, ha riferito il papà di Noemi, «si è attivato affinché si trovasse una soluzione».
La delibera dell’Asl, che ha dato il via alla nuova unità, prevede, oltre ai due nuovi posti letto, tutta una serie di figure professionali che dovranno essere impiegate a supporto dei bimbi che verranno ricoverati. Infatti, sono previsti l’arrivo di tre dirigenti medici pediatri, tre infermieri, un dirigente medico psicologo, un dietista, un logopedista e un fisioterapista. Dieci profili professionali, per una spesa totale, come si legge dalla delibera della Asl, di circa 484mila euro.
«Le famiglie brancolano nel buio», ha sottolineato ieri Andrea nel suo intervento, descrivendo la situazione di tutte quelle famiglie e dei parenti di piccoli affetti da questi tipi di problema, senza riferimenti specificamente dedicati in Abruzzo alla cura delle malattie neurodegenerative. Disagi che le famiglie devono affrontare quotidianamente.
«Ormai», ha osservato il papà di Noemi, «io sono diventato il medico di mia figlia ed è giusto che ci sia un intervento affinché si renda la vita di una famiglia più tranquilla. Ma è giusto che ci sia anche da un altro punto di vista», ha aggiunto Andrea, «che è quello di abbassare i costi sanitari. Con questa possibilità di ricovero, si risparmiano soldi pubblici. Questa è una grande occasione per l’Abruzzo», ha poi concluso, «e per l’Italia intera».
Una struttura, quella che partirà a settembre nel reparto di Pediatria, di assistenza e subintensiva, che accoglierà - è stato specificato ieri nell’incontro al quale hanno preso parte anche Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, e Mario Olivieri, presidente della quinta commissione consiliare regionale permanente (che si occupa di salute, sicurezza sociale, cultura, formazione e lavoro) - anche i piccoli pazienti provenienti dalla rianimazione, o affetti da malattie respiratorie, crisi epilettiche e stati asettici gravi.
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