I bonus ancora validi per giovani, tv e bebè

Fondi da spendere in cinema, musica e libri: buoni da 500 euro ai ragazzi Incentivi alle nuove tecnologie. E per i neo genitori sostegni raddoppiati
Aiuti ai giovani per poter utilizzare tutte quelle iniziative culturali che possano accrescere il proprio bagaglio, bonus per la tv in vista della rivoluzione tecnologica legata al digitale terrestre e fondi ai genitori con figli neonati. Ecco alcune delle misure di sostegno chiamate ad agevolare le famiglie nella ripartenza.
BONUS GIOVANI. I giovani che sono nati nel 2002 (e presto anche per i nati nel 2003) potranno richiedere fino al 31 agosto 2021 il bonus giovani di 500 euro. Si tratta del bonus cultura con 18App, un contributo economico che è stato introdotto dal vecchio governo Renzi. Il buono di 500 euro legato alla cultura è un incentivo destinato a chi ha compiuto 18 anni. La misura consiste in un fondo dal valore quindi di 500 euro da spendere in cinema, musica, eventi culturali, libri e altro ancora. È possibile attivarlo esclusivamente tramite la piattaforma 18app, direttamente dal sito www.18app.italia.it.
Potrà essere richiesto fino alla fine di agosto e la registrazione sarà possibile effettuarla esclusivamente tramite Spid. Una volta utilizzate queste credenziali è necessario confermare i dati ed accettare le condizioni d’uso. Al termine della procedura, si riceverà una email di conferma dell’esito positivo della registrazione. Poi, completata l’iscrizione, si potrà avere il bonus cultura 18app. E il contributo potrà essere speso entro il 28 febbraio 2022.
BONUS TV. Se il bonus per i giovani è dedicato alla cultura quello per la televisione è strettamente correlato all’innovazione che ci apprestiamo a vivere con questo mezzo comunicazione.
Il tempo per il passaggio al nuovo digitale terrestre stringe, ma del bonus tv ancora non c’è traccia. La fatidica data dello swich off è fissata per settembre, ma mancano alcuni passaggi fondamentali per l’approvazione definitiva della misura. Paradossalmente, però, la data di scadenza del contributo è già nota.
L’obiettivo dei bonus tv è quello di favorire il passaggio alla nuova tecnologia prevista per i decoder del digitale terrestre. Il nuovo standard per la trasmissione del segnale televisivo Dvbt2 con codifica Hevc main 10 scatterà alla fine di giugno 2022, ma già a partire da 1° settembre 2021 ci sarà un passaggio intermedio, con la modifica dello standard di compressione e codifica da Mpeg-2 a Mpeg-4.
Anche se il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, pochi giorni fa ha firmato il decreto attuativo per rendere operativo il bonus tv da 100 euro, di fatto non lo è ancora. Infatti, devono essere predisposti alcuni accorgimenti tecnici, ed ora c’è più di un timore rispetto all’ipotesi di non farcela entro la fatidica data del primo settembre.
A non essere stata ancora predisposta, in particolare, è la piattaforma telematica dell’Agenzia delle entrate necessaria per far funzionare il bonus. Il rivenditore, infatti, dovrà caricare i dati del cliente, per poi, da lì, ricevere il rimborso. Secondo alcuni osservatori, in realtà, si potrebbe utilizzare la piattaforma del primo bonus tv, quello da 50 euro per nuclei familiari con Isee inferiore a 20 mila euro, ma, anche in questo caso, la stessa necessiterà di alcuni aggiornamenti. Nonostante il buono non sia ancora operativo, la scadenza della misura è comunque già nota. Sarà possibile ottenere il contributo entro il 31 dicembre 2022. Ma non è finita qui. Le risorse stanziate appaiono piuttosto esigue. Il plafond della misura è fissato a soli 250 milioni di euro.
BONUS BEBÈ. Infine ci sono i sostegni alla natalità e genitorialità, che “raddoppiano” seppur solo temporaneamente. Almeno per il momento, infatti, chi chiede ed ottiene l’assegno unico figli minori potrà incassare - se in possesso dei requisiti - anche il bonus bebè. Per i figli piccoli, quindi, alle famiglie spettano i due bonus. Dal primo luglio è stato inaugurato ufficialmente la riforma dell’assegno unico universale, una misura che entro l’inizio del prossimo anno metterà ordine nella giungla di aiuti e incentivi rivolti alle famiglie con figli e che finalmente copre categorie fino ad oggi escluse dagli assegni familiari. Una forma di sostegno alla genitorialità che, va detto, nei prossimi mesi sarà ancora in una “fase temporanea”. Con il decreto del 4 giugno scorso è stata infatti approvata una misura ponte in vigore fino 31 dicembre 2021. Nei prossimi mesi, dunque, l’assegno unico sarà compatibile con tutte le altre misure di sostegno già esistenti (con il 2022 l’assegno unico ingloberà tutto): dal bonus bebè alle detrazioni fiscali per i figli a carico; unico escluso è l’Anf, l’assegno unico familiare. Sulla cumulabilità tra il bonus bebè e l’assegno unico va però specificato che bisogna rispettare i requisiti di accesso per le due misure prese singolarmente. Proprio così si spiega l’esclusione dall’assegno di chi è in possesso delle caratteristiche per accedere all’Anf.
Per l’assegno unico l’importo massimo mensile ottenibile varia in base al numero dei figli e delle soglie Isee e viene calcolato tenendo contro dell’allegato pubblicato dal governo. L’assegno cala al crescere dell’Isee (ma questo vale solo per l’assegno “ponte”, da gennaio 2022 le cose cambieranno). Fino al 31 dicembre, dunque, gli importi sono questi: fino a un massimo di 167,5 euro al mese per ciascun figlio, nel caso di Isee fino a 7 mila euro; dimezzati a 83,50 euro al mese a figlio intorno ai 15 mila euro di Isee. Fino a 30 euro al mese per figlio con Isee intorno ai 40 mila euro; stabili a 30 euro fino a 50 mila euro di Isee, valore oltre il quale non si ha diritto all’assegno. Ogni importo è riferito a un solo figlio, dunque l’importo finale che forma l’assegno è dato da quello a cui si ha diritto moltiplicato per il numero dei figli. Gli importi sono maggiorati in caso di famiglie con tre o più figli (del 30 per cento), figli con disabilità (50 euro in più al mese).
Per quanto riguarda il bonus bebè, invece, l’importo minimo riconosciuto è di 80 euro al mese. Che salgono a 96 euro mensili in caso di figlio successivo al primo.

