«I campanili frenano lo sviluppo»
Gallerati: per troppi anni sottovalutate le nostre carte vincenti
MONTESILVANO. Prosegue il dibattito sul boom demografico che, negli ultimi anni, ha portato la popolazione di Montesilvano a superare Chieti (Teramo potrebbe essere superata tra due anni), senza tuttavia dare il giusto ossigeno alle casse comunali. All’indomani delle dichiarazioni dell’ex sindaco Attilio Di Mattia, che è tornato a rilanciare la proposta di dar vita alla Grande Pescara, a intervenire sul tema è l’ex primo cittadino Renzo Gallerati che, seppur non sposando appieno l’idea di fondere i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, si dice certo che l’appello d di abbandonare i campanili sia da prendere seriamente in considerazione. Ad avvalorare questo pensiero anche una serie di iniziative, messe in campo da enti e organismi nazionali, come l’Anas, l’università o le Ferrovie dello Stato, che ormai da anni puntano a una visione d’insieme che vada oltre i singoli territori. A detta di Gallerati su molti altri fronti i campanili hanno, infatti, «inceppato processi che potenzialmente avrebbero potuto essere virtuosi. Alcune scelte del boom economico sono state gestite da cattedrali nel deserto», prosegue, «come il polo alberghiero di Montesilvano, lasciato per anni accanto a un fiume, il Saline, che da ricchezza potenziale è divenuto una vera questione ambientale». Tra gli esempi anche il progetto complessivo di mobilità urbana non inquinante; l’arredo urbano rivierasco; il progetto dei tre ponti sul Saline; la Stella Maris. Gallerati cita però anche i progetti virtuosi messi attualmente in campo dalla Regione, come quelli relativi alla società di trasporto pubblico, all’azienda sanitaria, al nuovo ospedale metropolitano o quello relativo alla Macroregione Adriatico-Ionica e Transfrontaliera. E sono proprio queste, a detta dell’ex sindaco di Montesilvano, le sfide che la politica deve saper cogliere al di là di ogni campanile.
Antonella Luccitti
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