I candidati: ecco le priorità per la città che vogliamo

I quattro aspiranti sindaci si sfidano in tv e annunciano i piani per Pescara
PESCARA. Il sindaco uscente Carlo Masci ripartirebbe dai lavori nell’area di risulta «iniziati dopo 36 anni di attesa perché noi passiamo dalle parole ai fatti»; Carlo Costantini rimetterebbe il mercato sulla strada parco cancellando per sempre la filovia e spegnerebbe anche le telecamere ai semafori perché, dice, «sono una trappola per mettere le mani in tasca ai pescaresi e non servono a prevenire gli incidenti»; Domenico Pettinari investirebbe nel turismo «per far ripartire la città del commercio dalle sue tre porte d’accesso: porto, aeroporto e stazione ferroviaria»; Gianluca Fusilli punterebbe sulle infrastrutture, a partire dall’A14, perché «prendere l’autostrada oggi sembra la transumanza dei pastori dei primi del Novecento». Sono queste le priorità dei 4 candidati sindaco di Pescara, ieri protagonisti del confronto elettorale andato in onda su Rete8. Un’altra trasmissione con i candidati si terrà nell’ultimo giorno di campagna elettorale, il 7 giugno.
ABBRACCi e polemiche Un faccia a faccia, con le domande dei direttori di Rete8 Carmine Perantuono e del Centro Piero Anchino, cominciato nel segno del fair play e poi un crescendo di polemiche incrociate. Il finale è con il civico Pettinari che, dopo le foto di rito (senza accennare sorrisi), saluta tutti e se ne va per primo dallo studio centrale di Rete8 mentre Fusilli si avvicina a Masci, lo chiama Carle’ e poi si abbracciano; abbraccio, con una pacca sulla spalla, anche tra Costantini e Masci e tra Costantini e Fusilli.
«QUESTIONE MORALE» Manca poco alle elezioni dell’8 e 9 giugno: si torna al voto per eleggere un’amministrazione che resterà in carica fino al 2027, quando dovrebbe nascere la Nuova Pescara, la città da quasi 200mila residenti con la fusione con Montesilvano e Spoltore. Nel confronto in tv, il primo a dare sportellate, al centrodestra e al centrosinistra, è Pettinari, in campo con due liste (Pettinari Sindaco e Cittadini per Pescara): «Non dimentichiamo la questione morale, questa amministrazione è stata segnata da un’inchiesta che ha portato all’arresto di un dirigente apicale, un uomo di fiducia del sindaco», queste le parole di Pettinari sul caso di Fabrizio Trisi, «e anche la passata amministrazione ha subito l’arresto di tre suoi esponenti», continua citando l’inchiesta Grandi eventi su Giacomo Cuzzi, Moreno Di Pietrantonio e Simona Di Carlo. E Pettinari ribadisce il suo ruolo: «Il centrodestra e il centrosinistra sono due facce della stessa medaglia e hanno fallito, per questo siamo nati noi: l’alternativa credibile». Masci, a capo della coalizione di centrodestra con sei liste, non replica ma ricorda un frammento del passato con una frase ficcante: «Conosco Pettinari da quando facevo l’assessore regionale e commissionavo a Codici le iniziative sulla legalità». Un ricordo che Pettinari, già dirigente dell’associazione schierata contro il malaffare e a tutela dei consumatori, accoglie senza entusiasmo: «Io non sono amico di questi signori», precisa e attacca a 360°, «questa è la peggiore amministrazione che Pescara abbia mai avuto e, se in questi anni ci fosse stata davvero l’opposizione in Comune, oggi Masci sarebbe quotato al 5%». «Pettinari sembra che venga dalla luna», dice Masci commentando i dati sul turismo in crescita a Pescara.
CHI VINCERà? Ma come andranno a finire le elezioni? «Mi sento tranquillo e sereno», dice Masci, «mentre gli oppositori sono divisi con tre programmi diversi. Noi riproponiamo la stessa coalizione di cinque anni fa, era successo solo con il secondo mandato di Carlo Pace». Costantini del centrosinistra (5 liste) non si sente un agnello sacrificale: «La coalizione è coesa e compatta come non era mai stata. Siamo in campo per vincere, non ho mai visto ostracismo verso di me». «La mia candidatura», spiega il renziano Fusilli (Stati Uniti d’Europa), «nasce dal fatto che Pescara ha bisogno di un’altra amministrazione». «Siamo la vera novità», dice Pettinari, «e per noi ci sarà grande consenso. Sganciati dalla politica, possiamo vincere proprio perché siamo slegati dai partiti che hanno fallito». Altro attacco di Pettinari a Masci: «I lavori per l’asfalto dopo 5 anni di buche mi fanno indignare».
VIALE MARCONI Masci mostra alle telecamere un dossier su viale Marconi, passato da quattro corsie a tre con l’eliminazione della corsia per i bus sul lato monte e il ripristino dei parcheggi: «Oggi la nuova viabilità funziona», assicura. «Molto spesso, dietro agli sprechi, ci sono scelte sbagliate», risponde Costantini, «nel 2021 il progetto di viale Marconi, approvato nel 2019 dal centrosinistra, è stato cambiato da Masci per farne il famoso boulevard parigino. E adesso, con il passaggio a tre corsie, non c’è stata chiarezza». «Un progetto del centrosinistra peggiorato dal centrodestra», interviene Pettinari, «noi metteremo un mobility manager, scelto non tra gli amici degli amici, per cambiare la circolazione in città». «Viale Marconi è un grande errore», secondo Fusilli, «si sono distrutti tanti progetti di vita perché c’è chi ha perso le attività. Ci vuole confronto quotidiano».
FILOVIA Sì O NO Tra i temi della campagna elettorale c’è la filovia sulla strada parco, finanziata dal 1992 e non ancora inaugurata: «La filovia è già accesa e partirà», garantisce Masci, «la filovia è un trasporto porta a porta su sede dedicata necessario perché a Pescara entrano ogni giorno 122mila macchine». «La filovia nasce nel nulla e finisce nel nulla», dice Costantini che propone una metropolitana di superficie sui binari della ferrovia costruendo nuove stazioni lungo il tracciato, «il progetto è pronto nei minimi dettagli». E Masci ribadisce: «Ho sentito parole in libertà, non si possono illudere i cittadini», dice per chiarire che «la filovia non si può fermare e il mercato non può tornare». «Ti sorprenderò», la replica istantanea di Costantini. «Un progetto con tante criticità», dice Fusilli, «deve essere migliorato e reso utile perché bisogna pensare al bene della città». Niente filovia per Pettinari: «La strada parco deve restare così».
NAIADi comunali? Anche le piscine Le Naiadi, sulla via della riapertura dopo una chiusura durata mesi e mesi, sono al centro del dibattito: «È stata messa la polvere sotto al tappeto, la gestione deve passare al Comune», dice Costantini. «Abbiamo proposto alla Regione la gestione diretta già da tre anni», afferma Masci, «per ora la Regione ha scelto la gestione diretta ma credo che, nel prossimo futuro, la gestione sarà trasferita al Comune: noi siamo pronti con una delle nostre partecipate. Ma servono 7 milioni di investimenti». Schierato per la gestione comunale, attraverso una società partecipata, anche Pettinari. «Sulle Naiadi», commenta Fusilli, «sono state fatte scelte politiche a zonzo».

