I cani detective alla ricerca di Perruzza

Popoli. Per trovare il 74enne scomparso, sono arrivati da Bologna Askan e Simba. Rilevano tracce umane sott’acqua
POPOLI. I carabinieri non si danno per vinti. Non credono che Vincenzo Perruzza, 74 anni, di Popoli, possa essere davvero svanito nel nulla senza lasciare tracce. Ed è per questo che ieri hanno fatto arrivare da Bologna due cani del Nucleo Cinofili specializzati nella ricerca di tracce ematiche e di cadaveri sommersi. Si chiamano Askan e Simba e sono gli unici esemplari in Italia in grado di svolgere un’attività del genere. Per questo il maggiore Antonio Di Cristofaro, che guida la compagnia di Popoli dei carabinieri, ha chiesto e ottenuto che i due pastori tedeschi arrivassero in città per eseguire un esame approfondito delle zone dove potrebbe essersi inoltrato il commercialista in pensione, uscito di casa la mattina del 20 novembre.
Lo hanno già cercato, senza sosta. Dal giorno della scomparsa, quando è uscito di casa lasciando i suoi effetti personali, sono stati impegnanti fino al 2 dicembre non solo i carabinieri ma anche i vigili del fuoco e la protezione civile, con l’intervento dei sommozzatori e dell’elicottero. Ma oltre alla macchina del 74enne, una Toyota Auris grigia lasciata vicino all’Aterno, non sono stati trovati altri elementi: neppure una traccia dell’uomo, nonostante siano stati battuti palmo a palma sia l’area circostante a quella del ritrovamento del mezzo, per circa 5 chilometri, sia il fiume Aterno.
Askan e Simba, che ieri hanno lavorato con i loro conduttori nonostante la pioggia battente e il vento forte, sono stati protagonisti di una «operazione congiunta terra/acqua», spiega il maggiore Di Cristofaro, nel senso che si continuano a seguire contemporaneamente entrambe le piste, nella speranza che si possa intercettare qualcosa che riconduca al pensionato scomparso. I cani hanno subito avvertito e segnalato forti tracce di Perruzza sull’auto dopodiché, insieme ai sommozzatori del nucleo subacquei di Pescara, hanno cominciato a battere gli anfratti del Pescara, nel tratto che va dal ponticello della Fassa Bortolo fino allo sbarramento dell’Enel di Bussi. In quel punto il corso d’acqua è difficilmente raggiungibile da terra e si presenta tortuoso. La giornata di ieri si è chiusa con la segnalazione di una traccia, in un punto profondo circa 4 metri, su cui lavorare oggi. E, con l’ausilio dei sommozzatori, si capirà se si tratta di una segnalazione fondata o meno. Di Cristofaro ricorda che «dal giorno della scomparsa il dispositivo messo in campo per le ricerche del commercialista in pensione è stato serrato e articolato, strutturato in maniera tale che venissero battuti sia i percorsi di terra che il fiume, Sagittario/Aterno e infine Pescara». Si è lavorato, su impulso del comando provinciale dell’Arma, seguendo il protocollo che si attiva per tutte le ricerche degli scomparsi, sotto il coordinamento della Prefettura. Ma anche dopo la fine delle ricerche l’attenzione dei carabinieri non si è mai abbassata, per dare risposte alla famiglia Perruzza.
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