I carabinieri sorvegliano le case dei familiari

Per evitare rischi di vendette le pattuglie dell’Arma tengono sotto controllo le abitazioni dei parenti
PESCARA. Ci sono le pattuglie che cercano il presunto assassino Massimo Fantauzzi. E ci sono anche le pattuglie impegnate a sorvegliare le abitazioni dei parenti, soprattutto a Pescara e Montesilvano, che potrebbero subire una vendetta da parte di parenti e amici della vittima Antonio Bevilacqua, ammazzato con un colpo di fucile in faccia ad appena 21 anni. A 8 giorni dal delitto e con il sospettato che non si trova, la tensione è ancora altissima. E i carabinieri devono dividersi su due fronti opposti: cercare il fuggiasco e proteggere i suoi familiari. I parenti di Fantauzzi temono di subire una ripercussione. Una paura reale tanto che sotto le loro case passano di continuo le forze dell’ordine per scoraggiare ogni ipotesi di vendetta. Come quella andata in scena nel carcere di Madonna del Freddo a Chieti: nel mirino di tre zingare è finita la sorella del sospettato, Sabrina Fantauzzi, detenuta per una condanna definitiva per furto, rapina e porto d’armi. La donna è stata pestata a sangue con botte in faccia ed è stata salvata solo dall’intervento di una guardia carceraria che è riuscita a far desistere le tre rom. Fantauzzi è stata, poi, portata al Pronto soccorso dell’ospedale di Chieti dove è stata medicata. Per evitare il ripetersi di aggressioni, la sorella del ricercato è stata trasferita in un’altra casa circondariale.
Ma l’avvocato dei Bevilacqua, Giancarlo De Marco, dice che la famiglia della vittima non cerca vendette ma solo giustizia: «La famiglia sta avendo un atteggiamento molto composto e vuole giustizia e non vuole vendetta. Queste sono le parole della madre».
Da due giorni, intanto, il pub in cui è avvenuto il delitto, BirraMi in via Verrotti a Montesilvano, è chiuso a causa di provvedimento del questore Francesco Misiti. Il pub resterà chiuso per due mesi. Chiusa anche la sala slot che si trova accanto al pub.

