I casi in corso sono 42mila
Quattro volte di più rispetto a un anno fa quando c’erano più vaccini e restrizioni
PESCARA.. Covid, oltre 42mila casi attivi in Abruzzo. E superano ancora una volta quota duemila (2.068) i nuovi positivi, di età compresa tra 3 mesi e 101 anni (una bimba del Pescarese e una donna della provincia di Teramo), emersi da 4.615 tamponi molecolari e 10.760 test antigenici.
Il bilancio dei morti invece aumenta di altre tre persone: un 96enne dell’Aquila, una 99enne di Teramo, e il terzo risalente ai giorni scorsi. Sull’altro piatto della bilancia però si contano 273.727 guariti dall’inizio della pandemia (+1.112), ma sono ben 42.232 gli attualmente positivi (+851). Di questi: 296 sono ricoverati in area medica (+1), 17 in terapia intensiva (+1) e 42.020 si trovano in isolamento domiciliare (+950). I nuovi positivi sono residenti nelle province dell'Aquila (392), Chieti (604), Pescara (413), Teramo (563), fuori regione (30), in accertamento (65). Mentre le città con il maggior numero di casi recenti sono: Pescara 168, Teramo 137, L’Aquila 121, Vasto 89, Chieti 87, Montesilvano 81, Avezzano 61, Giulianova 50, San Salvo 50, Francavilla al Mare 46, Lanciano 46, Sulmona 39, Ortona 37 e infine Roseto degli Abruzzi 37.
Il confronto con lo stesso giorno di un anno fa appare molto significativo. Il 2 aprile del 2021 infatti si registrarono 424 nuovi casi, quindi 1.644 contagi in meno. I decessi invece furono sei, appena tre in più di ieri. E colpisce particolarmente il dato degli allora “positivi in corso” che erano 10.340: la differenza è davvero enorme rispetto agli oltre 42mila di oggi. Basti pensare che un anno fa il tasso di positività era pari a 5.6 per cento, contro il 13,5 attuale. C’è però un dato che fa sperare, ed è quello dei ricoveri nello stesso giorno del 2021: in area medica c’erano 577 pazienti e 68 in terapia intensiva. Questi ultimi due dati sono la conferma che la variante Omicron 2 è molto più contagioso ma con effetti meno gravi. Non basta però a giustificare la fine dello stato d’emergenza. (l.c.)

