I centri estetici divisi sulla riapertura dopo la sentenza Tar

22 Febbraio 2021

PESCARA. Regna il caos tra i centri estetici. Il 16 febbraio scorso, il Tar del Lazio ha emesso una sentenza che ripristina il diritto per la categoria a restare aperta in zona rossa, tuttavia a...

PESCARA. Regna il caos tra i centri estetici. Il 16 febbraio scorso, il Tar del Lazio ha emesso una sentenza che ripristina il diritto per la categoria a restare aperta in zona rossa, tuttavia a Pescara e provincia sono tante le professioniste del settore che non hanno ancora ricominciato a lavorare per timore di eventuali sanzioni.
Se da una parte c'è chi sostiene che la sentenza del Tar è immediatamente eseguibile e quindi renderebbe lecita la riapertura da subito dei centri estetici anche in zona rossa, c'è chi invece si mostra più prudente e ritiene necessario un chiarimento da parte del governo. Il risultato è un limbo che di fatto ha scoraggiato diverse titolari di centri estetici che non si sentono di rischiare, mentre le più coraggiose hanno rialzato le serrande.
Il Tribunale amministrativo del Lazio ha dato ragione al ricorso di Confestetica, riconoscendo i centri estetici come luoghi sicuri come parrucchieri e barbieri, categoria che secondo il Dpcm può continuare l'attività anche nelle zone rosse.
Nella sentenza di merito è evidenziata proprio la disparità di trattamento tra le due professioni che operano nei servizi alla persona e viene dichiarato nullo il Dpcm del 14 gennaio 2021 nella parte in cui esclude gli estetisti dai servizi erogabili in zona rossa. La notizia relativa alla decisione del Tar del Lazioè stata accolta di buon grado dall'amministrazione comunale pescarese.
«In una fase così delicata per l’economia e per l’occupazione l’inserimento di questa categoria professionale tra quelle autorizzate a rimanere aperte dà sicuramente un contributo a risentire meno pesantemente della situazione socio-sanitaria e non può che essere accolta con soddisfazione», ha commentato l'assessore al Commercio Alfredo Cremonese. «Va considerato che questo settore già a maggio si era impegnato a osservare rigidi protocolli per continuare la propria attività nella massima sicurezza, a partire dal distanziamento e dall’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. L’adeguamento ha richiesto investimenti e sacrifici economici che sarebbero stati vanificati dalla chiusura».
L'esponente di Giunta però si mostra più cauto e ha confessato che il Comune resta in attesa di chiarimenti del governo.
«Il Comune, a ogni modo, all’occorrenza verificherà la piena osservanza delle prescrizioni che garantiscono la sicurezza dei clienti e degli stessi operatori», anticipa.
Nessuna esitazione né dubbi, invece, per Confartigianato. Per il direttore Fabrizio Vianale, «le sentenze del Tar sono immediatamente eseguibili. Per questo motivo, riteniamo che sia lecita la riapertura dei centri estetici. La Regione Umbria, ad esempio, che si trova in una situazione molto simile alla nostra, ha trasmesso a tutti i Comuni in zona rossa la sentenza e una comunicazione ufficiale per la riapertura delle attività».
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