I cittadini: «Il decoro? Pulizia, ordine e cura degli edifici storici»

I pescaresi all’amministrazione: «Ci sono zone trascurate Basta spostarsi dal centro per vedere subito la differenza»
PESCARA. Il decoro è un cavallo di battaglia dell'amministrazione Masci che specie dall’ottenimento della bandiera blu ha messo il piede sull’acceleratore per attivare una serie di iniziative volte a delineare il profilo di una Pescara più elegante e curata. Raggiungere un’immagine di ordine e pulizia coinvolge i cittadini che con i propri atteggiamenti possono contribuire all’ottenimento di questo obiettivo. Eppure la percezione della pulizia e dell’ordine che connotano il capoluogo adriatico è particolarmente variegata, tra chi ritiene la città curata e chi, invece, trova tanti punti deboli. «Per me decoro significa un colpo d’occhio ordinato, senza spazzatura in giro, foglie e cartacce sparse per terra», sostiene Angela Bottalico. «Pescara purtroppo, in questo lascia a desiderare. Il centro, nell’area pedonale è più curato, ma basta spostarsi di poco e venire dalle parti del conservatorio per notare già qualche differenza». «Alcune zone sono molto curate», commenta Liliana Liberi, «mentre altre sono in un degrado impossibile. Abito su viale Bovio, che non ha grossi problemi, ma entrando nelle strade secondarie la situazione cambia. Manca la pulizia e c’è poca cura delle aiuole e delle piante. Certo è che se le persone gettano rifiuti o sigarette per strada e non raccolgono le deiezioni canine, il Comune potrebbe anche pulire all’infinito, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso».
«È importante mantenere la città pulita per noi che la abitiamo, ma anche per i turisti che vengono a visitarla», sottolinea Emidio D’Onofrio. «Renderla accettabile in termini di pulizia e di bellezza dei quartieri, curare il verde e disinfestare dove è necessario. Ci sono le zone centrali, dove ci sono interessi commerciali che creano una fonte di pressione nel fare manutenzione e, quindi, nell’ottenere decoro. In altri quartieri questo accade molto di meno».
«Non abito a Pescara, ma la frequento per lavoro» dice Mafalda Ranalli. «Mi sembra una città pulita a curata». Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto che pensa che «non è la cura a mancare alla città, ma i controlli e la sicurezza, specie in centro». E se per molti decoro urbano significa ordine e pulizia, per altri il punto di vista passa sul piano della riqualificazione delle facciate degli edifici, specie quelli più storici. «Per me il concetto di decoro comprende tutto ciò che rende una città vivibile ed esteticamente gradevole, e quindi penso soprattutto alla rivalorizzazione dell’architettura e delle facciate di alcuni immobili, al recupero delle aree degradate periferiche o ai cantieri abbandonati qui e là nel territorio», evidenzia Tiziana. «Credo che l’immagine curata di una città passi attraverso il rispetto delle costruzioni di una volta. Sono di parte», ammette Francesca Grossi, «in quanto sono proprietaria di una casa dell’800 costruita da mio nonno, che un negozio ha distrutto visivamente perché ha apposto delle plastiche sopra la facciata. Sono molto arrabbiata perché tutti vedono che obbrobrio è stato fatto e ritengo vergognoso che il Comune non ne imponga la rimozione».
«Pescara è abbastanza obsoleta nei fabbricati», afferma Raffaele Esposito. «Credo che dovrebbe essere ammodernata proprio sotto un piano urbanistico. Poi ci sono pochi spazi verdi e quelli presenti sono troppo lontani dal centro».
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