I cittadini: qui corrono come pazzi

Dissuasori e multe agli indisciplinati, la ricetta dei pescaresi contro la velocità
PESCARA. Li vedi bloccati sul limitare dei marciapiedi, i pedoni. Con le borse in mano, i pargoli e le bici. Anziani, sottobraccio a qualcuno, che attraversano la strada lenti e cauti. Bloccati dalla paura. Passo. Non passo. Passo ma rischio, è il dubbio amletico. Quella striscia zebrata da attraversare da parte a parte è un incubo. Un guado mortale, talvolta. Solo pochi metri possono fare la differenza tra la vita e una vita sospesa, se il motociclista o l'automobilista vanno a velocità supersoniche, che superano quelle consentite in città dei 50 km orari. Ieri mattina, all’indomani del drammatico incidente lungo la riviera nord, all'altezza del lido Il Moro, dove due persone sono rimaste gravemente ferite, c’era una pattuglia dei vigili urbani con il dispositivo dello “street control” attivato, e le palette in mano a fare su e giù per rallentare i mezzi in transito in entrambe le direzioni Pescara-Montesilvano. Stoppati dalla polizia municipale Sandro De Grandis e Antonietta Cozzi, in sella a uno scooterone e diretti a Pescara. Il controllo passa liscio. I documenti sono in ordine. «Ma questa strada è pericolosissima», dice la signora mentre si rimette il casco, «quando le auto sono in fila non si riesce a vedere chi attraversa la strada davanti, la visibilità non è perfetta e il pericolo è in agguato. Ci vorrebbero dei dossi per limitare la velocità».
I dissuasori potrebbero essere la soluzione anche per Pierluigi Tucci, titolare del Moro, che però non la vede così tragica: «Quando ci sono gli incolonnamenti e quindi molto traffico, i veicoli sono costretti a rallentare e il pericolo si riduce» analizza il balneatore.
«Qui corrono come pazzi» è, al contrario, l'opinione di Giorgia Lepore, mentre attraversa le strisce in direzione del mare, all'altezza dell'ex Enaip, «il problema siamo noi, la maleducazione della gente, degli automobilisti, dei motociclisti, di chi non ha rispetto dell'altro. L’unico tratto dove si rallenta è di fronte all’Orsa maggiore, dove la carreggiata si restringe. Poi si corre. La soluzione? Multe e basta» sentenzia la signora dagli occhiali a forma di cuore.
Non avendo un metro a disposizione, utilizziamo i passi per verificare le distanze tra una striscia pedonale e l’altra. Alcune sono posizionate a 60 passi, altre qualcosa in più o in meno, la distanza di 123 passi è quella che separa il passaggio zebrato tra l’ex istituto Staccioli e l’incrocio tra via Solferino e la riviera. Poco più in là, Franco Biagelli, pensionato pescarese di origini marchigiane, bacchetta gli indisciplinati: «La gente deve saper attraversare la strada. Non si scende dal marciapiede e si va in volata, ci si guarda intorno. Se uno è maleducato o indisciplinato, automobilisti compresi, a che servono i dossi? I dissuasori sono un palliativo, non servono se ognuno rispetta le regole» del codice della strada.
E lancia una proposta: «Perché non aprire la strada parco al traffico? In questo modo si eliminano le code tra la riviera e la nazionale». Intanto, aggrappato alla sua bici, sul limitare del marciapiede, fa fatica ad attraversare. Auto e moto non si fermano neppure davanti alle strisce.

