«I cittadini stiano tranquilli, nel 2016 solo tre casi subito guariti»

«I casi di meningite sono in calo in tutta Italia, meno di un migliaio tra il 2015 e 2016, e la diminuzione è legata al potenziamento nel tempo della copertura vaccinale legata allo pneumococco, all'...
«I casi di meningite sono in calo in tutta Italia, meno di un migliaio tra il 2015 e 2016, e la diminuzione è legata al potenziamento nel tempo della copertura vaccinale legata allo pneumococco, all'emofilus e ora al meningococco, i cui casi si stanno diradando grazie all'aumento delle vaccinazioni. Nella Asl di Pescara nel 2016 sono stati registrati soltanto tre casi di meningococco, risolti con la guarigione». Invita alla calma, Giustino Parruti (nella foto a destra), direttore dell'unità operativa complessa Malattie infettive dell'ospedale civile e ricorda che l'unica «strategia vincente» per combattere i pericolosi batteri delle diverse tipologie di meningiti, è la vaccinazione. Che deve essere effettuata «senza ansia». Quell'ansia generata, invece, da una serie di allarmi provenienti da alcune regioni, tra cui Toscana, Lazio, Campania, Marche, ma anche Abruzzo, con il caso di pneumococco che ha colpito un pensionato di Sulmona, comunque in fase di rientro. Allarmi che hanno spinto un numero considerevole di pescaresi a intasare i centralini della Asl e i corridoi del centro vaccinazioni di via Paolini per prenotare dosi per tutta la famiglia, anche a costo di sostenere costi per i ticket esorbitanti. Ma come si trasmette il batterio della meningite? «La trasmissione avviene spesso attraverso i portatori sani, ossia attraverso persone che non sanno di essere malate». Una volta che è stata contratta la malattia, che fa paura proprio perché può essere mortale, l'antibiotico è sufficiente a contrastare il processo? «L'antibiotico non basta, la vaccinazione è l'unica strategia vincente». Per contrastare la meningite da meningococco, sono disponibili tre vaccini, uno di questi è il tetravalente «che ha una copertura più larga ed è consigliato a chi viaggia spesso all'estero per lavoro o per studio e ha quindi più possibilità di incappare nei diversi ceppi di contagio». (c.c.)

