I cittadini: telecamere ovunque a Rancitelli

Il comitato di quartiere chiede al Comune anche le Luci d’artista e uffici municipali nei palazzi Clerico
PESCARA. Telecamere «in ogni angolo» di Rancitelli. A partire dal “ferro di cavallo” dove «chiediamo l’istituzione di un presidio permanente delle forze dell’ordine che controllino i documenti a chi entra ed esce dal borgo che è la bomba sociale del quartiere» e la «sistemazione della videosorveglianza in via Lago di Capestrano non operativa da tempo». L’altro suggerimento è quello di «demolire una parte del complesso edilizio del Ferro che dà su via Tavo e spostare altrove gli assegnatari. Il varco eliminerebbe la ghettizzazione della comunità». Richieste che il comitato di quartiere “Per una nuova Rancitelli”, diretto da Francesca Di Credico, ha allegato, a una serie di tante altre, nella petizione che sta girando nelle case, nei negozi, davanti la chiesa Angeli Custodi di via Lago di Posta, e che sarà consegnata, prossimamente al Comune «nel corso di una iniziativa pubblica», ma anche alla Regione, alla polizia municipale, al prefetto, ai carabinieri, alla procura e al questore.
In pochi giorni «sono state raccolte oltre 300 firme, ma contiamo di arrivare a 1000, c’è tempo fino alla fine di ottobre» annuncia Di Credico che invita il sindaco Carlo Masci a visitare il quartiere e nello stesso tempo contesta l’intenzione del primo cittadino di creare una cohousing sociale ai palazzi Clerico.
«Non ci sono le condizioni per altri spazi di povertà, che potrebbero essere realizzati altrove, all’interno del nostro quartiere», insorge il presidente del comitato (vice presidente Daniela Lariccia) che raggruppa un centinaio di cittadini, «ai palazzi Clerico meglio destinare uffici municipali decentrati» come un tempo era l’ex sede circoscrizionale di via Tavo, vicino via Lago di Borgiano, strada che oggi ospita i palazzoni sgomberati nel luglio 2017. Uno «scandalo», per la Di Credico, «che prosegue ancora oggi con una quindicina di persone ancora in hotel e sfollati che prendono anche fino a 1500 euro al mese di Cas, Contributo di autonoma sistemazione». Nel mirino del comitato anche gli alloggi popolari e l’abusivismo dilagante («un centinaio di non aventi diritto, secondo fonti del Comune») in mezzo a una burocrazia che lavora a due velocità: «Da una parte», spiega Di Credico che non nega di «aver ricevuto minacce» per il suo attivismo, «c’è l’Ater che sta procedendo rapidamente con gli sfratti che però producono rioccupazioni abusive se non si interviene con controlli mirati delle abitazioni o impiego di fondi per togliere le masserizie e rimettere a norma gli alloggi e dall’altra registriamo l’immobilità del Comune non definisce le linee guida di sfratti, decadenze, l’ultimo nel febbraio scorso, e annullamenti delle assegnazioni. Ci chiediamo cosa accadrà quando finiranno i 400mila euro destinati agli sfratti». Il comitato, alla ricerca di una sede (attualmente ubicata nella chiesa diretta da don Massimiliano De Luca), sogna un quartiere che «ospiti le Luci d’Artista in via Lago di Capestrano abbastanza capiente per altre manifestazioni, il mercato, la scuola dei mestieri e tutti i servizi».

