I collaboratori di Trisi al lavoro con i poveri

PESCARA. Il gup Francesco Marino ha accolto la richiesta di messa alla prova per due degli indagati nell’inchiesta Tana delle tigri: quel giro di appalti del Comune, tangenti e cocaina, il 12 giugno...
PESCARA. Il gup Francesco Marino ha accolto la richiesta di messa alla prova per due degli indagati nell’inchiesta Tana delle tigri: quel giro di appalti del Comune, tangenti e cocaina, il 12 giugno del 2023, fece scattare quattro arresti, l’allora dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi, l’imprenditore Vincenzo De Leonibus e due spacciatori. Fra gli indagati c’erano anche i dipendenti comunali, stretti collaboratori di Trisi, Jairo Ricordi e Gianluca Centorame, per i quali fu applicata la misura della sospensione per un anno dal lavoro. Assistiti dai rispettivi avvocati (Massimo Galasso e Valentina Marsili), i due hanno avanzato istanza di messa alla prova trovando il consenso dei magistrati titolari dell’inchiesta, Anna Benigni e Luca Sciarretta. E ieri il gup Marino, nel corso dell’udienza preliminare, ha ufficializzato questo strumento sostitutivo alla misura che permetterà ai due di svolgere lavori di pubblica utilità e di “saldare” così il conto con la giustizia.
Presteranno la loro opera per un totale di 90 giorni (pari a 180 ore) al Banco Alimentare di via Celestino V per 6 ore settimanali con giorni e orari da concordare» al momento dell’accoglimento dell’istanza» come si legge nel provvedimento che accompagna la decisione del giudice. I due dovranno anche mantenere i contatti con l’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna (Uepe), fornendo tutte le informazioni richieste sulle attività prescritte; impegnarsi attivamente nella cura della famiglia; partecipare ad attività trattamentali o gruppi di auto-aiuto (questo in relazione all’uso di droga emerso nel corso delle indagini); adempiere ad ulteriori ed eventuali attività riparative imposte dal giudice. Questi gli obblighi imposti dalla messa alla prova cui è stato possibile accedere, da parte dei legali, dopo la richiesta di derubricazione del reato contestato ai due, da peculato a peculato d’uso (concessa dalla procura), per l’uso improprio dell’autovettura di servizio al di fuori dell’orario di lavoro.
Ricordi e Centorame, come emerso dall'inchiesta, insieme a Trisi e De Leonibus, consumavano cocaina nella “tana delle tigri”: in quel locale messo a disposizione di Trisi da un imprenditore, dove i quattro si riunivano spesso per concordare gli appalti da assegnare con corsia preferenziale a De Leonibus, giocare a carte e consumare droga che spesso veniva acquistata dallo stesso imprenditore.
Ora restano ancora in piedi le posizioni di Trisi e De Leonibus, liberi da tempo. (m. cir.)

