I colleghi di banca: grande dolore
Il garante delle Pari opportunità: «Quell’uomo andava fermato»
MIGLIANICO. «Dolore grande per tutto il mondo bancario». Così parla Francesco Trivelli, coordinatore regionale Fisac Cgil e collega di Eliana Maiori Caratella. Come lui, i colleghi del Gruppo Intesa Sanpaolo, che dicono di aver «appreso con dolore la notizia della tragica scomparsa di Eliana. In particolare, tutti i colleghi della filiale si stringono attorno ai familiari, ai cari e a tutti coloro che con Eliana hanno condiviso in questi anni la quotidianità e apprezzato l’impegno professionale».
Sulla vicenda interviene anche la presidente della commissione Pari opportunità della Regione, Franca D’Agostino: «Ha fallito lo Stato, non si può morire così», continua l’avvocato, «la situazione familiare che coinvolgeva la donna uccisa è molto più complessa di quanto si possa immaginare. Una cosa è certa: ha fallito ancora una volta lo Stato. Mi risulta risalire a un anno fa una denuncia nei confronti del 39enne, avente a oggetto una minaccia con arma da fuoco che lo stesso aveva fatto nei confronti dei querelanti (il fratello di Eliana ndc), denuncia che non sembra aver avuto seguito da parte delle autorità competenti. Mi chiedo che ruolo abbiano avuto i servizi sociali in tutto questo. Voglio augurarmi che non fossero stati informati dalla vittima di eventuali episodi di violenza, anche se, qualora ciò fosse avvenuto, non sarebbe stata di loro competenza la gestione del caso. Competenza che, invece, in Italia è dei centri antiviolenza (Cav) con i quali i servizi sociali dovrebbero rapportarsi».
Sul problema della gestione della conflittualità nei rapporti famigliari, D’Agostino ha convocato una riunione della Commissione pari opportunità della Regione per domani.
Il garante regionale per l’infanzia Maria Concetta Falivene pone invece l’attenzione sui due figli minori rimasti ora senza mamma: «La mia riflessione sulla tragedia familiare», dice, «è se sia stato acceso un faro di osservazione – così come disposto dalla Suprema Corte di Cassazione – sui figli che hanno il diritto al rispetto dei loro tempi per abituarsi ai cambiamenti, per accettare i nuovi partner e le loro famiglie. Hanno il diritto di essere rassicurati rispetto alla paura di perdere l’affetto di uno o di entrambi i genitori, o di essere posti in secondo piano rispetto ai nuovi legami dei genitori, è quanto recita l’articolo 8 della Carta dei diritti dei figli. E ancora l’articolo 8 Cedu individua il diritto al rispetto della vita privata e familiare».
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