I Colli, l’altra città dove mancano perfino i marciapiedi

Autobus carenti, strade buie, dissestate o congestionate Ecco la relazione dei residenti da presentare al prefetto
PESCARA. Strade senza marciapiedi, senza pensiline, buie e dissestate, dove tutto diventa difficile: camminare, prendere un autobus, parcheggiare e men che meno usare la bicicletta. È un’altra Pescara quella che guarda dall’alto la città smart che a valle sta prendendo sempre più forma tra piste ciclabili, wifi le monopattini a noleggio. Una città satellite che si estende su 10 chilometri quadrati e nella quale abitano e si muovono quotidianamente 25mila persone. È soprattutto su di loro che hanno pesato, e continuano, le migliaia di multe dell’autovelox in via di Sotto, dove la parola d’ordine sventolata dall’amministrazione comunale è “sicurezza”. E allora, a proposito di sicurezza, i residenti riuniti nel coordinamento di cittadini per Pescara Colli hanno preso carta e penna e hanno indicato tutte le criticità del quartiere. E con la relazione in mano adesso chiedono un incontro con il prefetto «per cercare insieme una via d’uscita».
Prendendo spunto dal Piano urbano per la mobilità sostenibile del Comune, non solo mettono in evidenza che tra le strade con il più alto numero di incidenti non figura la vituperata via di Sotto, ma anche che «in tutti i documenti dell’amministrazione comunale disponibili sul sito del Comune, non viene posta l’attenzione allo sviluppo della mobilità della zona dei Colli nord (definita “marginale” dal Pums)». Altro che marginale, dicono i residenti. E spiegano perché. Si comincia con le strade dissestate come via Colle di Mezzo, dove scendere in bici o in moto è una impresa. Poi i marciapiedi: inesistenti in via Colle Scorrano, via Colle Innamorati e via Pandolfi: «Chi può, usa l’automobile per sopravvivenza». E intanto «anziani e mamme senza automobile sono prigionieri in casa. Occorre rendere percorribili le strade anche per chi usa il deambulatore, la sedia a rotelle o il passeggino». Un rischio anche aspettare l’autobus: «Le strade dei Colli», ricorda il Comitato, «non hanno pensiline per l’attesa. Ce ne sono pochissime e quelle poche sono da illuminare meglio». E a proposito di mezzi pubblici, «il quartiere ha solo due linee (due e mezza) di autobus con una frequenza delle corse immutata da decenni, quando la popolazione residente era una frazione di quella attuale. Migliorerebbe di molto la situazione anche solo se si potesse avere un servizio che consenta di conoscere la posizione dell’autobus in arrivo, il tempo stimato di arrivo per poter organizzare la propria mobilità senza perdere ore in attesa di un mezzo che non sappiamo dove sia». Anche la bici potrebbe non essere un problema, rimarcano i residenti, «se solo gli autobus fossero dotati di rastrelliere per il trasporto delle bici».
Altro tema, i luoghi di aggregazione, inesistenti: «Ai Colli, tolto largo Madonna, non c’è un luogo di aggregazione». La proposta: «Una navetta per far salire chi non riesce a muoversi, al Colle del Telegrafo: basterebbe che un autobus ogni mezz’ora avesse una fermata sul parco, su richiesta». E anche a proposito dei giovani: «L’unico posto dove possono vedersi i ragazzi è il parco delle poste (devastato dai vandali) e il campetto della parrocchia in via Pandolfi». E poi l’illuminazione: «Le strade dei colli sono buie. Occorre potare le piante che ostruiscono i lampioni esistenti e potenziare l’illuminazione».
Discorso complesso, quello legato alla viabilità: «Non è impossibile trovare un sistema di sensi di marcia che impedisca rotte di collisione inevitabili per automobilisti, ciclisti, motociclisti e pedoni. L’esempio più evidente è l’incrocio tra via Pandolfi e via Colle di Mezzo: una roulette russa, altro che via di Sotto». La soluzione? «Potenziare le altre vie collinari che potrebbero consentire l’alimentazione della viabilità a scorrimento veloce senza congestionare, ad esempio, via Colle Innamorati (ad esempio, potenziamento di Valle Furci e Valle Fuzzina)».
In conclusione: «Ci sono problemi che viviamo da anni, ma questi problemi non si risolvono con un autovelox e con dichiarazioni di principio, che pure condividiamo. Ai colli di Pescara abbiamo bisogno di tanto, e ci auguriamo che l’amministrazione comunale ci ascolti».

