I comitati: «Il progetto rischia di fallire» E contestano l’acquisto dei sei filobus
Da Ivano Angiolelli, portavoce dei comitati, è arrivato ieri l’ultimo appello in ordine di tempo, rivolto al Comune, a «promuovere presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità...
Da Ivano Angiolelli, portavoce dei comitati, è arrivato ieri l’ultimo appello in ordine di tempo, rivolto al Comune, a «promuovere presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili la necessaria opera di revisione da apportare a un progetto clamorosamente sbagliato a rischio tangibile di doloroso fallimento», quello che riguarda la filovia. Angiolelli sottolinea una serie di criticità ma prima ancora fa notare che la strada parco, nata proprio per ospitare la filovia, «è usata con piena soddisfazione dai pescaresi come pista ciclo pedonale dall’alto valore aggiunto per la qualità dell’aria e della vita della gente» e quindi andrebbe «tutelata e valorizzata». Fino ad oggi, prosegue, sono stati registrati «soltanto disagi al territorio e al paesaggio, con zero vantaggi sul trasporto rapido collettivo che si intenderebbe favorire con l’avvento del filobus belga». I sei vettori acquistati di recente e da usare per questo progetto «non sono equivalenti al Phileas, il mezzo che aveva stravinto la gara pubblica a valenza europea di luglio 2006» e che avrebbe dovuto collegare Pescara e Montesilvano ma poi la società olandese produttrice è fallita. Tra le «forzature» che Angiolelli intravede nella procedura seguita c’è «l’acquisto di un vettore, cioè il filobus belga, privo di guida magnetica vincolata, indispensabile su un tracciato troppo stretto per accogliere un impianto BRT a doppia via di corsa».

