I commercialisti: «Altre misure concordate tra governi e banche»
AVEZZANO. Augusto D’Alessandro, già presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti d’Abruzzo, tra i massimi esperti regionali di materie fiscali, fa un’analisi delle recenti disposizioni. Dottor...
AVEZZANO. Augusto D’Alessandro, già presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti d’Abruzzo, tra i massimi esperti regionali di materie fiscali, fa un’analisi delle recenti disposizioni.
Dottor D’Alessandro, ritiene sufficienti le misure previste in campo fiscale?
«L’intervento effettuato è sicuramente importante quantitativamente ma potrebbe rivelarsi insufficiente se non supportato da ulteriori interventi nel quadro di una attività combinata tra varie autorità e a diversi livelli. Ritengo siano necessarie misure straordinarie concordate tra governi nazionali, banche centrali e istituzioni sovranazionali, Ue in primis. Quindi, preso singolarmente, il provvedimento potrebbe non produrre i risultati sperati se non verrà inserito in un quadro più ampio. Inoltre, ci vuole una iniezione di liquidità al sistema che non può assolutamente riprendersi da solo. Non si può chiedere a un imprenditore o ad un professionista di contribuire pagando tasse ed imposte se non gli si consente di lavorare».
Quali sono i settori maggiormente colpiti?
«Il provvedimento individua turismo, sport, arte, cultura, ristorazione, trasporti, assistenza, educazione. Ritengo però che tutti i settori risentiranno della crisi».
Come deve comportarsi chi ha già ricevuto avvisi di pagamento o bollettini?
«Nel provvedimento, per la verità non ancora pubblicato, sono contenute una serie di norme che bloccano o sospendono tutta una serie di atti e pagamenti. Si ritiene comunque necessario attendere la pubblicazione per valutare le singole posizioni».
Quale consiglio si sente di fornire a un imprenditore?
«In questo momento di emergenza totale dare un consiglio di natura economico-finanziaria sarebbe difficilissimo. Semplicemente, da membro della collettività mi sento di dover incoraggiare ogni essere umano a contribuire al contenimento della diffusione del virus; così da poter riprendere al più presto la vita normale e le attività lavorative. Quindi calma e presto si potrà tornare al lavoro».
Qual è la sua preoccupazione maggiore?
«Che non ci siano un coordinamento e una condivisione di progetti e soluzioni a livello globale. Il problema non è italiano ma investe l’intera collettività. La ripresa in uno scenario globalizzato dovrà coinvolgere tutti gli attori del sistema, economici e non». (r.rs.)
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