I commercianti esasperati «Toglieteci la tassa rifiuti»

Il presidente della Confcommercio Padovano lancia un nuovo appello al Comune «Esentate gli esercizi fermi per il Covid». L’assessore Seccia: «Per ora non si può»
PESCARA. La crisi che ha colpito il settore del commercio a causa dell’emergenza Covid non accenna a finire. Anzi, con l’obbligo di chiusura delle attività, la situazione sta peggiorando di giorno in giorno. Per questo motivo ieri la Confcommercio ha lanciato un nuovo appello all’amministrazione comunale. «Esentate dalla Tari tutte le attività che si sono fermate», ha chiesto il presidente dell’associazione Riccardo Padovano.
«Come Confcommercio», ha detto, «chiediamo l’esenzione dal pagamento della tassa sui rifiuti 2021 per tutte le imprese costrette alla chiusura e per quelle che, per effetto dell’emergenza sanitaria, hanno deciso di rimanere chiuse o hanno subìto un notevole calo di fatturato».
Ma l’assessore comunale ai tributi e al bilancio Eugenio Seccia ha già fatto sapere che, almeno per adesso, non sarà possibile soddisfare questa richiesta. «Abbiamo già sospeso la prima rata della Tari 2021 e il conguaglio dell’anno scorso per le imprese che si sono fermate per l’emergenza Covid», ha fatto presente Seccia, «ma l’esenzione totale farebbe saltare i conti del Comune. Tuttavia, noi confidiamo che il governo possa assegnare in futuro delle risorse ai Comuni per coprire eventuali perdite derivanti dall’esenzione di alcune categorie. Non escludo, quindi, che la richiesta possa essere accolta in seguito».
Ma la Confcommercio insiste e si prepara ad inviare a tutti i Comuni della provincia di Pescara una nota in merito. «Gli acronimi del tributo sulla gestione dei tributi urbani sono cambiati negli anni», ha affermato Padovano, «ma quello che è rimasto drammaticamente invariato è il suo alto costo, cresciuto costantemente nel tempo». «Questo livello della tassazione», ha proseguito il presidente della Confcommercio, «appare oggi tanto più ingiustificato se si considera che la produzione dei rifiuti si è drasticamente ridotta dall’inizio dell’emergenza epidemiologica». «Le imprese», ha osservato Padovano, «continuano a pagare tariffe elevate».
«Solo per fare degli esempi chiari riguardanti il Comune di Pescara», ha precisato il presidente, «un ristorante paga poco meno di 20 euro a metro quadrato. Mentre bar, ortofrutta e pescherie pagano circa 16 euro a metro quadrato. Praticamente, un ristorante di 200 metri quadrati paga 4.000 euro l’anno per i rifiuti, un costo assolutamente insostenibile. Costi insostenibili a fronte di una situazione economica che richiede misure emergenziali».
«Ribadiamo quindi la richiesta», ha concluso Padovano, «di esentare dal pagamento della tassa tutte quelle imprese che nel 2021 sono state o saranno costrette a chiudere l’attività o a riduzioni di orario. Chiediamo, inoltre, una notevole riduzione della Tari per quelle imprese che, pur rimanendo in esercizio, registreranno comunque un calo del fatturato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

