I commercianti si mobilitano: «No ai lavori in corso Vittorio»

Ieri la riunione delle associazioni per programmare la protesta, ipotizzata la data del 4 agosto «I cantieri in centro sono solo la goccia che fa traboccare il vaso, l’amministrazione non ci ascolta»
PESCARA. La prossima settimana, presumibilmente il 4 agosto, i commercianti protesteranno contro il Comune. Lo faranno per dire “no” ai lavori in corso Vittorio Emanuele, previsti a fine mese, e per chiedere uno slittamento dell’intervento perché il cantiere sulla strada che attraversa il centro della città penalizzerà i saldi, dicono all’unisono le associazioni di categoria. Ieri le modalità sono state studiate dai rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato che sabato mattina, alle 9.30, annunceranno ufficialmente alla stampa come intendono articolare la protesta contro il Comune mentre i motivi saranno spiegati alla città in una locandina. L’organizzazione è affidata a Marina Dolci e Gianni Taucci per la Confesercenti, Fabrizio Vianale e Barbara Lunelli di Confartigianato, Luciano Di Lorito e Linda D’Agostino di Cna e Vincenzina De Sanctis per la Confcommercio, delusi dal silenzio dell’amministrazione comunale di fronte alle richieste dell’ultimi periodo.
LA DELUSIONE «Siamo dispiaciuti di non essere stati contattati nonostante abbiamo chiesto più volte un incontro», dice Dolci prendendo atto che «non vogliono un confronto con noi. Per i saldi, tra l’altro, è stata persa una occasione perché non è stata organizzata una notte dedicata allo shopping, prima rinviata e poi annullata. E per corso Vittorio è importante che i lavori slittino e si facciano nel più breve tempo possibile: non può essere che i turisti trovino un cantiere sulla strada principale della città».
«Pensavamo di non arrivare a questo punto, ma alle nostre richieste non sono arrivate né risposte ufficiali né convocazioni di incontri: il sindaco Carlo Masci va avanti contro tutti, nonostante la sua stessa maggioranza gli abbia chiesto di fare un passo indietro», commenta Vianale che definisce i lavori in corso Vittorio «la goccia che fa traboccare il vaso. Le vertenze, cioè i motivi di divergenza, sono tante: siamo partiti da viale Marconi, poi c’è stata l’imposizione dei limiti orari ai locali di piazza Muzii, poi è arrivato il piano acustico dai contenuti cervellotici e infine il progetto di corso Vittorio».
La frattura appare insanabile. «Non possiamo tornare indietro», dice sempre Vianale, «sempre che non ci chiamino e sempre che non ci vengano incontro su tutte le nostre richieste, che abbiamo fatto arrivare a Palazzo di città».
La mobilitazione era stata annunciata all’inizio del mese, in consiglio comunale, da De Sanctis, a nome delle associazioni di categoria, con la speranza di un’apertura da parte del Comune, un dialogo, per trovare un punto di incontro. Ma non è stato così, non fino ad oggi per lo meno. E quindi, dice De Sanctis, «ci sarà una protesta alla luce del comportamento dell’amministrazione che non ci ha chiamati, non ci ha interpellati, non ha risposto alle nostre richieste, illustrate in aula», davanti a tanti cittadini.
L’INCONTRO L’apertura al confronto arriva dall’assessore ai Lavori pubblici Luigi Albore Mascia. Proprio oggi partirà da Palazzo di città la convocazione di un incontro sui lavori in corso Vittorio Emanuele fissato dall’assessore per venerdì, alle 12, con tutte le associazioni di categoria. La riunione vedrà la partecipazione anche della polizia locale, della Tua, del direttore dei lavori e del responsabile unico del procedimento.
«Ci dicono di non considerare la loro voce ma in realtà lo abbiamo fatto perché l’intervento doveva partire ad aprile e ci hanno chiesto di posticiparlo, dopodiché hanno chiesto di differire i lavori a maggio, poi di attendere la fine delle lezioni e ora la fine dei saldi», fa notare Albore Mascia. «Insieme, venerdì, faremo una valutazione di tutti gli aspetti tecnici, ascoltando i componenti del tavolo, e tenendo conto delle esigenze di tutta la città e non solo dei commercianti, che pure sono una voce autorevole. Alla luce delle considerazioni tecniche, si deciderà. Sarà un confronto e un confronto non è fatto di ultimatum, come quelli lanciati al Comune. Il nostro obiettivo è anche quello di non aver problemi a settembre».

