I compagni la salutano con letterine

Sfilano sul pulpito e ricordano l’amichetta: «Eri sempre pronta ad aiutare gli altri»
SPOLTORE. Con i volti stravolti dal dolore, gli sguardi increduli e spauriti, Giacomo, Giada, Maria Laura e tanti altri, i compagni della quarta E del Classico D’Annunzio e del fratello Carlo, hanno sfilato uno a uno sul pulpito, per raccontare con tenerezza chi era Anna. Hanno letto fogli vergati a mano, poi consegnati alla famiglia Segamiglio.
«Eri sempre pronta ad aiutare gli altri, ora dobbiamo farci forza. Tu, Carlo, hai dimostrato una maturità incredibile in questi giorni, per la tua famiglia saremo la spalla su cui appoggiarvi». Abbracci. Carlo ha accarezzato la guancia del papà.
«Non l’ho conosciuta bene e ora me ne rammarico» dice un’altra ragazza, «tu eri solare e gioiosa e avevamo tanto da fare, ancora. Perché te ne sei andata così presto? Non lo meritavi, è tutto surreale, la vita è crudele».
Ancora: «Anna combatteva l’odio con l’amore. È sconvolgente non averla più tra noi, ma lei non ci avrebbe voluto vedere tristi».
Intanto, la piccola Elena lisciava i capelli di mamma e giocava con le sue treccine.
Un’altra compagna di classe che ha fatto fatica a trattenere le lacrime: «Con te ho vissuto attimi di gioia, ora chiudo gli occhi e ti vedo sorridente. Hai raggiunto la serenità e la pace. Ti sentiamo tra noi, anche se nascosta. Ora sei in viaggio, potrai visitare Los Angeles e New York come desideravi, poi sarai accanto agli angeli».
«Anna, un nome dolcissimo come te», prosegue un’altra studentessa, «in poco tempo sei riuscita a farti volere bene da tutti. Volevi diventare ginecologa e avere 4 figli, desideravi una famiglia come la tua. Mi dicevi di essere incapace di odiare. Non sei qui, ma ti sentiamo. Grazie per essere stata con noi, lottatrice piena di sogni. Meritavi di realizzare i tuoi sogni, ma ora ti chiediamo: non lasciarci mai». (c.co.)

