I comuni rossi calano a 26 Sono aquilani e teramani

17 Aprile 2021

Cambia la mappa delle zone con più divieti. Le province di Pescara e Chieti restano libere La regione classificata dagli esperti “a basso rischio”. Marsilio: «Siamo pronti a ripartire»

PESCARA. «Quella in arrivo è la quinta settimana che l'Abruzzo ha numeri da zona gialla». Così il governatore Marco Marsilio spiega che il territorio è pronto a ripartire, quando, dal 26 aprile, inizierà la graduale riapertura annunciata dal Governo.
La Cabina di regia nazionale, nel monitoraggio settimanale, certifica il trend favorevole: l'Abruzzo è una delle quattro regioni italiane con una classificazione complessiva di rischio definita "bassa". L'Unità di crisi regionale ridisegna la mappa delle zone rosse localizzate. I comuni con più restrizioni scendono da 41 a 26. Segnali positivi arrivano anche dall'ultimo bollettino: gli attualmente positivi, dopo cinque mesi, tornano sotto quota diecimila. Scendono ancora i ricoveri e sono tanti i guariti. Ma ci sono altri 17 morti.
UNITÀ DI CRISI. L'Unità di crisi regionale, come ogni venerdì, ha analizzato, territorio per territorio, i dati più recenti.
«Il numero dei contagiati», sottolinea Marsilio al termine dell'incontro, «è in diminuzione. Rispetto a un mese fa sono la metà su base settimanale. La provincia di Pescara è quella che registra i segnali migliori» e può vantare il dato più basso d'Italia, con un'incidenza di casi settimanali per centomila abitanti pari a 66.
Nessuna provincia peraltro supera la soglia di allarme di 250. «Le zone rosse che sono state adottate hanno portato gli effetti sperati», afferma il governatore.
ZONA ROSSA. E infatti, alla luce dei numeri, gli esperti ridisegnano la mappa delle zone rosse. Non ci sono località del Pescarese e del Chietino. Nell'Aquilano i comuni con maggiori restrizioni sono quasi dimezzati e scendono a venti. Nel Teramano, invece, salgono a sei. Le regole sono quelle previste per le zone rosse dal decreto del Governo: vietato uscire di casa se non per lavoro, salute o necessità; chiusi i negozi, ad eccezione dei generi di prima necessità (come alimentari, farmacie, tabaccherie ed edicole); chiusi parrucchieri e centri estetici; chiusi bar e ristoranti, ma con possibilità di asporto. La relativa ordinanza entra in vigore lunedì e sarà valida fino a domenica 25 aprile. NUOVA MAPPA. Per quanto riguarda la provincia dell'Aquila, rimangono in zona rossa Avezzano, Celano, Carsoli, Sante Marie, Magliano dei Marsi, Civitella Roveto, Morino, San Vincenzo Valle Roveto, Luco dei Marsi, Barisciano, Ocre, Sant'Eusanio Forconese, Villa Sant'Angelo, San Demetrio ne' Vestini, Prata d'Ansidonia, San Pio delle Camere, Caporciano e Navelli. Vi entrano Roccacasale e Collarmele. Per quanto riguarda il Teramano rimane in zona rossa Nereto e vi entrano Campli, Morro d'Oro, Ancarano, Mosciano Sant'Angelo e le frazioni Castelbasso, Mulano e Colle di Giorgio del comune di Castellalto.
CHI ESCE. Ventidue i comuni che da lunedì torneranno in zona arancione. Per quanto riguarda l'Aquilano, le maggiori restrizioni cessano per Corfinio, Pescina, Cerchio, Oricola, Pereto, Rocca di Botte, Tagliacozzo, Cappadocia, Scurcola Marsicana, Castellafiume, Capistrello, Canistro, Balsorano, Civita d'Antino, Trasacco, Aielli, Poggio Picenze, Fossa, Fagnano Alto e Collepietro. Nella provincia di Teramo, invece, escono dalla zona rossa Martinsicuro e Colonnella.
MONITORAGGIO SETTIMANALE. Il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, relativo al periodo 5-11 aprile, conferma il miglioramento dell'Abruzzo. Diminuiscono i casi e i focolai e i ricoveri tornano sotto le soglie di allarme.
Il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva, infatti, è al 27%, a fronte di un valore limite del 30%, e quello dei posti letto di area non critica è al 37% (limite 40%). L'unico parametro a peggiorare leggermente è l'indice Rt, che passa da 0.89 a 0.92, comunque lontano dal livello di guardia. Dopo settimane di criticità, la classificazione complessiva di rischio della regione viene definita "bassa". L'Abruzzo, dunque, ha tutti numeri da zona gialla. E infatti, secondo Marsilio, «se decidessero di ripartire oggi, noi saremmo tra le regioni che possono riaprire».
MENO MALATI. Segnali incoraggianti arrivano anche dal bollettino quotidiano. Gli attualmente positivi tornano sotto quota diecimila. Sono ora 9.896, cioè 336 in meno rispetto a giovedì.
Il dato aveva superato le diecimila unità il 10 novembre e da allora non era mai più sceso al di sotto di quella soglia.
I nuovi casi sono 210. Sono emersi dall'analisi di 5.316 tamponi molecolari: è risultato positivo il 3,95% dei campioni. Le località con più nuovi casi sono Avezzano (12), Teramo (11) e Montesilvano (11). I nuovi positivi hanno età compresa tra 2 e 84 anni. Quelli con meno di 19 anni sono 44. Diminuiscono ancora i ricoveri, che passano dai 593 di giovedì ai 582 di ieri: 525 pazienti (-12) sono in terapia non intensiva e 57 (+1, al netto di decessi, dimissioni e quattro nuovi accessi) sono in terapia intensiva. I guariti sono 526.
LE VITTIME. Ancora tanti, però, i morti. Il bilancio delle vittime sale a 2.315.
Diciassette i decessi segnalati nell'ultimo bollettino, nove dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl. Riguardano persone di età compresa tra 56 e 99 anni: una in provincia di Chieti, tre in provincia di Pescara, dieci in provincia di Teramo e tre in provincia dell'Aquila.
Le otto vittime più recenti sono una 56enne dell'Aquila, un 57enne di Città Sant'Angelo, una 59enne di Pescara, una 65enne di Magliano de' Marsi, un 71enne di Lanciano, una 75enne di Città Sant'Angelo, un 84enne di Pacentro e infine una 99enne di Colonnella.