I consigli di chi resiste: diversificare l’offerta

4 Settembre 2014

Baldassarre del Caffè Ideale: cerco di andare avanti proponendo spettacoli e aperture serali

PESCARA. Tra una tassa e l’altra, vi sono attività storiche che stringendo i denti e cercando di innovare le proprie strategie vanno avanti. Ma come?

Dante Baldassarre è titolare del Caffé Ideale, prima di lui lo erano i suoi genitori, sempre in via Cesare Battisti. A vederlo da fuori il suo locale è sempre pieno ma «non bisogna farsi ingannare dal movimento», dice lui, «un caffè non salva il bilancio di un locale, le voci di costo sono tante e vanno studiate accuratamente anche quando si progetta un'apertura». Ancora una volta l’esercente parla di tasse, ma non solo.

«Affitto, tasse, spese per l'energia, costi di gestione», elenca Baldassarre, «poi c’è il costo del personale, che tutto sommato è quello che incide meno. Quando si apre un'attività bisogna fare attenzione a tutte queste voci, pensarci bene. Noi proviamo a resistere cercando di fare musica, di favorire le aperture serali, anche queste portano spese in più tuttavia necessarie per favorire la ripresa del commercio».

D’altro canto, l'esercente lamenta il fatto che, nel centro di Pescara, nell'ultimo periodo sono spuntati 11 o 12 bar: «Decisamente troppi per il bacino di utenza. Bar che aprono senza motivo, senza la minima cognizione del fatto che il mercato è saturo, è pieno di bar. Oggi aprire è facile», dice ancora il titolare del bar Ideale, «basta rispettare i requisiti imposti dal Comune e dalla legge, il gioco è fatto. Ma poi rimanere aperti è difficile. Ben venga la concorrenza, ma a mio parere il proliferare di attività del tutto simili tra loro nella stessa zona non fa bene a nessuno, né ai vecchi né ai nuovi esercenti». (pa. to.)

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