I consigli di Maragno: «Sia autonomo dai partiti»

Con 671 preferenze il sindaco uscente è il terzo degli eletti più votati in città «A Ottavio due consigli: niente interessi personali e si circondi di professionisti»
MONTESILVANO. Il sindaco finanziere Francesco Maragno sveste la fascia tricolore e torna a sedere sugli scranni di piazza Diaz da consigliere comunale.
Con 671 voti di preferenza, terzo degli eletti in città (dopo Comardi e Ruggero) e secondo in Forza Italia, l’ormai ex primo cittadino è pronto per affrontare una nuova legislatura nella maggioranza del suo vice Ottavio De Martinis, neoeletto sindaco della città adriatica.
Si aspettava questa vittoria schiacciante del centrodestra e del candidato sindaco?
«Sì, certo. Davo per scontati questi numeri vista la capacità del centrodestra di formare liste molto forti. E poi, oggettivamente, si è andati a capitalizzare il lavoro svolto negli ultimi cinque anni. Mi risulta, infatti, che il sindaco De Martinis abbia sempre anticipato qualunque iniziativa rappresentando la forte continuità rispetto a quanto portato avanti dalla mia amministrazione. E sono ben contento di questo risultato».
Alla luce di questi dati, c’è un maggiore dispiacere nel non aver potuto affrontare una competizione “facile”?
«Io sono pronto solo per le situazioni complesse. Oggettivamente non c’è stata campagna elettorale a differenza di cinque anni fa quando ci fu una fortissima competizione che si dipanò solo con il ballottaggio. No, non c’è amaro in bocca. Sono un uomo di squadra, uno sportivo, so accettare le sconfitte e so capire che c’è un momento per tutto. De Martinis si è trovato al momento giusto nel posto giusto e ha ottenuto un risultato importantissimo».
Crede di aver commesso qualche errore in questi anni?
«Certo, chi non commette errori? Ma senza dubbio sono stati commessi in buona fede ed è per me dirimente che tutte le iniziative proposte dalla mia amministrazione siano state messe in campo per migliorare la vita dei cittadini di Montesilvano».
C’è qualche progetto per il quale ha il rammarico di non aver avuto più tempo a disposizione?
«Ci sono opere che partiranno a breve, come il mercato coperto, l’inaugurazione dell’antistadio di via Senna, la riqualificazione di via Lazio, via Roma, viale Abruzzo o il piano della mobilità ciclabile. Ma l’aspetto di cui vado orgoglioso è che in questi anni Montesilvano è passata da vergogna nazionale, per noti fatti di cronaca, a modello nazionale e internazionale per le tantissime iniziative realizzate con ottimi risultati».
Venendo al suo risultato in questa competizione, è soddisfatto?
«Io sono una persona che nella vita ha imparato ad accontentarsi, inoltre i numeri sono di assoluto riguardo, sono stato il terzo più votato in città. Probabilmente avrei potuto fare una campagna elettorale più forte se fossi stato fuori dal Comune. Invece ho continuato a risolvere i problemi dei cittadini. Quindi sono contentissimo sia del risultato che di essere rimasto qui a dare un segnale ai dipendenti che hanno bisogno di un confronto e di una guida».
Attualmente è stato eletto consigliere, ambisce a ricoprire quale carica in particolare?
«No. Oggi mi godo il risultato, poi faremo una valutazione, anche con gli altri eletti della lista di Forza Italia che qui a Montesilvano ha dato risultati eccezionali, e con i responsabili del partito».
Guardando ai futuri consiglieri, dispiacere e soddisfazione principali?
«Il dispiace più grande è di non ritrovare Gabriele Di Stefano tra i banchi del consiglio perché, al di là del personaggio che abbiamo imparato a conoscere, è una delle persone più oneste e corrette che io abbia mai incontrato. La soddisfazione più grande, invece, oggi non c'è, ma ci sarà solo quando vedrò i consiglieri eletti lavorare per il bene della città e non per il proprio interesse personale».
Che consiglio vuole rivolgere al nuovo sindaco?
«È di mantenersi sempre autonomia dai partiti, di fare le scelte per il bene della città e non di subirle. E soprattutto quella di circondarsi delle migliori professionalità nell’ufficio di staff. Se io sono riuscito a ottenere dei risultati importanti è stato perché le scelte le ho fatte io e sono stato supportato da uno staff di professionisti eccezionali».
Qual è il principale vantaggio di non essere più sindaco?
«Avere più tempo libero a disposizione da dedicare alla famiglia e agli hobby, ma anche avere più tempo per riflettere perché quando si diventa sindaco si entra in un vortice. Non si nasce sindaco e nessuno ti fa, dopo l’elezione, un corso accelerato per lo svolgimento della carica. Ciò che deve guidare un sindaco è senz’altro il buon senso e l’umiltà di sapersi confrontare e fare le scelte migliori nell’esclusivo interesse dei cittadini».

