I contagi restano alti: scuole ancora chiuse Si rientra l’8 marzo

Solo ieri, in tutta la provincia, altri 67 positivi in età scolare La decisione dopo l’incontro in Prefettura con Asl e sindaci
PESCARA. Scuole chiuse per un’altra settimana a Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant'Angelo. È quanto emerso dal vertice che ha visto confrontarsi i sindaci, la Asl, le forze dell’ordine e l’ufficio scolastico provinciale, convocato ieri pomeriggio in Prefettura, nel giorno in cui la sola città di Pescara ha registrato il record dei contagi, con 143 nuovi positivi; 279 in tutta la provincia, di cui 67 sono i casi con età inferiore a 19 anni e cioè in età scolare. Un dato alto, che mette in mostra una circolazione del virus ancora troppo diffusa. Ed è proprio dai numeri, illustrati nel corso della riunione dai vertici della Asl, il manager Vincenzo Ciamponi, l'infettivologo Giustino Parruti, direttore del Covid hospital e Ildo Polidoro, coordinatore per l’emergenza Covid-19 del dipartimento Prevenzione, che è scaturita la decisione di prorogare l’ordinanza di sospensione dell’attività didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado del capoluogo adriatico e degli altri tre comuni. Si dovrebbe rientrare l’8 marzo.
Dallo scorso 14 febbraio la provincia di Pescara si trova in zona rossa per effetto dell’ordinanza regionale firmata dal presidente Marco Marsilio. La restrizione fa scattare in automatico la didattica a distanza dalla seconda media in su, ma in città le lezioni in presenza sono state sospese per tutte le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado già dal 6 febbraio, quando il sindaco Masci firmò il primo provvedimento, poi prorogato il 16 fino al 28. Una decisione stimolata dalla circolazione sempre più insistente della variante inglese, che oggi è responsabile del 70 per cento delle infezioni. Da quanto emerso durante l'incontro la situazione continua a rimanere critica e i numeri dei contagi sono troppo alti, anche nella fascia della popolazione più giovane. C’è bisogno, secondo gli esperti, di altri 7 giorni di didattica a distanza, per provare a vedere un trend in diminuzione. Come già successo per i provvedimenti precedenti, la Asl rimetterà una relazione dettagliata. Il documento verrà poi integrato nelle nuove ordinanze che i sindaci dovrebbero firmare oggi e che ufficializzeranno la sospensione dell'attività didattica in presenza fino al 7 marzo nei 4 comuni. Ovviamente la situazione resterà sotto costante monitoraggio e la prossima settimana si valuteranno gli effetti di questo ulteriore sacrificio.
Sono in totale 11.599 gli alunni di scuole dell’infanzia, elementari e medie dei 10 comprensivi della città che restano a casa per un’altra settimana, ai quali si aggiungono 1.798 tra docenti e personale Ata, più 11.300 ragazzi che frequentano i 10 istituti superiori del capoluogo adriatico. Da verificare, in base al report della Asl, il coinvolgimento anche dei nidi, fino a ora esclusi dalla sospensione. La decisione di allungare i tempi di un’altra settimana si pone in linea con le richieste che erano arrivate dagli stessi dirigenti scolastici, raccolte dal vicesindaco con delega alla Pubblica Istruzione, Gianni Santilli, presente ieri al comitato, in modo da tornare in aula con un maggior numero di insegnanti vaccinati. D’altra parte prima dello stop alle lezioni in presenza dello scorso 6 febbraio, i contagi erano entrati in quasi tutte le scuole della città, provocando in alcuni casi veri e propri focolai e rendendo necessario l'isolamento fiduciario di classi, ma anche la chiusura di interi plessi.

