I distributori in allarme: gli incassi sono crollati

PESCARA. «Il mio guadagno è di 3 centesimi al litro e con i rincari dei prezzi del carburante gli incassi sono crollati del 20%. Se non avessi il servizio di lavaggio auto, avrei già chiuso». È lo...
PESCARA. «Il mio guadagno è di 3 centesimi al litro e con i rincari dei prezzi del carburante gli incassi sono crollati del 20%. Se non avessi il servizio di lavaggio auto, avrei già chiuso». È lo sfogo di Giancarlo, gestore di Tiber in via Ferrari, benzina e diesel a 2,014 euro, «i controlli della Finanza ci sono, per fortuna senza conseguenze perché siamo in regola. Gli incassi sono in discesa, gli automobilisti mettono 10-20 euro o anche solo 5 euro di benzina alla macchina, ma i rifornimenti li dobbiamo pagare contanti e sono decine di migliaia di euro ogni volta che arrivano le scorte dell'Eni di Ortona. Qui la guerra non c'entra, i rincari c'erano pure prima».
«Paghiamo lo scotto delle accise sulla Bosnia, Vajont, Abissinia e terremoti dell'Aquila e Irpinia», sbotta il benzinaio di Martina, Andrea D'Agostino, benzina a 2,017 euro e diesel a 2,047, «un pieno di 50 litri, anche su una utilitaria, può costare anche 100 euro contro i 40-50 di prima. E la gente, spaventata dai prezzi, paga 10 o 20 euro al massimo, per ogni rifornimento. Gli utenti si lamentano e dicono: vado a piedi o prendo la bici».
Rimostranze sul caro carburante arrivano anche a Silvestro Omorube, benzinaio nigeriano alla pompa Synergy di piazza Duca, e a Mario Sambenedetto, gestore della pompa Ip su via Ferrari che rivela: «Il 70% delle tasse sui servizi grava sul consumatore e noi benzinai siamo la parte lesa perché incassiamo appena pochi centesimi per ogni uscita di carburante. Fortuna che in queste ore i prezzi stanno scendendo, arriveremo a meno 15 centesimi nei prossimi giorni». (c.co.)

