I dubbi dell’avvocato Grosso: sembra un’idea stravagante
PESCARA. «Di primo acchitto, mi sembra una stravaganza. Un tribunale ecclesiastico condanna un parroco ad andare in convento e l’ordinamento giuridico non può metterlo in galera?». È questo il...
PESCARA. «Di primo acchitto, mi sembra una stravaganza. Un tribunale ecclesiastico condanna un parroco ad andare in convento e l’ordinamento giuridico non può metterlo in galera?».
È questo il commento del professor Carlo Federico Grosso, figura di spicco dell’avvocatura italiana, sul caso di don Vito Cantò e sulla sua richiesta di non essere giudicato dallo Stato per il reato di abusi sessuali ma solo dalla Chiesa.
Professor Grosso, un prete può essere giudicato solo dalla Chiesa e non dallo Stato?
«La Chiesa condanna con pene morali ma se passasse questo principio potrebbe sottrarre gli imputati al giudizio penale che prevede pene molto gravi. Il principio cardine è che lo Stato può giudicare chiunque abbia commesso un reato sul territorio nazionale. Quindi, un tribunale canonico non può intervenire sulla giustizia italiana».
Allora, quella della Cassazione è una pronuncia già scritta?
«Sembra un paradosso ma potrebbero esserci questioni di diritto sottilissime. Sarà interessare leggere la sentenza della Cassazione».
Sarebbe un precedente pericoloso, non crede?
«Di certo un precedente peculiare: la Chiesa potrebbe irrogare sanzioni e salvare i responsabili dai processi penali. La Cassazione troverà sicuramente il modo di dirimere la questione». (p.l.)

