I due abruzzesi bloccati in India: sono liberi, ma il rientro ora slitta

29 Dicembre 2022

Il caso di Daniele Starinieri di Spoltore e Gianluca Cudini di Tortoreto accusati di aver imbrattato treni Ormai sono lontani dall’Italia da 3 mesi: sono stati liberati, eppure non hanno i permessi per ripartire

PESCARA. Si trovano ancora in India il 21enne di Spoltore, Daniele Starinieri, e i suoi tre amici: il 24enne Gianluca Cudini di Tortoreto, il 29enne Baldo Sacha di Monte San Vito in provincia di Ancona e il 27enne Paolo Capecci di Grottammare, nell’Ascolano, fermati ai primi ottobre con l’accusa di aver imbrattato dei treni con i graffiti e tornati in libertà su cauzione dopo quasi 20 giorni. Per Daniele e gli altri ragazzi, è stato un Natale lontano dai propri cari e, al momento, non si sa quando potranno far rientro in Italia: sono in attesa delle autorizzazioni per poter lasciare il paese e probabilmente che si definiscano i due processi a loro carico. Devono rispondere di violazione di domicilio e danneggiamento. Sono comunque, liberi, stanno bene e sentono regolarmente le famiglie.
Sin dai primi istanti sono assistiti dagli avvocati Francesca Di Matteo e Vito Morena di Alba Adriatica in costante contatto con un legale indiano, che ha depositato l’istanza di liberazione su cauzione e si sta occupando delle fasi dei processi. A Santa Teresa di Spoltore, dove vivono i parenti di Daniele e dove si sono vissuti momenti di grande apprensione, nessuno vuole più dire nulla. Nessuna parola su questa storia, solo la speranza che, dopo due mesi, si possa finalmente concludere.
Una vicenda seguita dal sindaco Chiara Trulli, che da subito si è messa a disposizione dei familiari per qualsiasi necessità. In realtà come più volte detto, Daniele non abita più a Spoltore da un paio d’anni. Per motivi di lavoro si è trasferito in Germania, dove è impiegato come corriere per una ditta di spedizioni. Ed è nell’ambito lavorativo che avrebbe conosciuto gli altri tre ragazzi. In Abruzzo è solito comunque tornare spesso. L’ultima volta risale al mese di settembre, poco prima della partenza per l’India. Come tante volte spiegato dal papà Uliano, quello sarebbe dovuto essere un viaggio alla scoperta delle bellezze del paese della durata di una decina di giorni. Era partito mercoledì 28 settembre e sarebbe dovuto rientrare in Italia domenica 9. E, invece, la notte fra l’1 e il 2 ottobre l’arresto per avere disegnato su due carrozze della metro della capitale del Gujarat, poche ore prima dell’inaugurazione di un nuovo ramo della metropolitana da parte del premier indiano Narendra Modi. Un danno, stando alle autorità indiane, di 50mila rupie, circa 600 euro. Non solo, nei confronti suoi e dei tre amici era scattata anche l’accusa di essersi introdotti in aree vietate al pubblico. Sarebbero stati ripresi infatti dalle telecamere mentre entravano nel deposito dei mezzi per scrivere la parola “Tas” sui convogli. “Tas” che, hanno subito spiegato alle autorità indiane, significa “Tagliatelle alla salsa”, nome del gruppo di cui fanno parte, aggiungendo che il loro voleva essere soltanto un «gioco», nulla di eversivo.
La notizia dell’arresto ha avuto una grande eco sui media indiani. La foto dei giovani accovacciati, con accanto due agenti della polizia dello stato di Gujarat, ha fatto il giro dei notiziari insieme alle immagini delle scritte. Da questo momento, per i ragazzi e le loro famiglie, è iniziato un incubo, che non è ancora del tutto finito. Prima lo stato di fermo in una caserma della polizia a Mumbai, poi il trasferimento nel commissariato di Ahmedabad, che è lo Stato in cui sono stati realizzati i graffiti. Nelle varie fasi sono stati seguiti e assistiti dai funzionari del Consolato italiano, attraverso i quali i genitori hanno potuto ricevere quotidianamente notizie e questo sino alla liberazione su cauzione avvenuta il 18 ottobre. Liberazione accolta con grande gioia da papà Uliano, che adesso non aspetta altro che di abbracciare forte il suo Daniele.