I familiari delle vittime: «Ora le prime condanne»

10 Novembre 2022

PESCARA. «Ci siamo sentiti dire che “non sarebbe possibile escludere l'incidenza del terremoto sulla valanga, e così si può parlare di percentuali: questo discorso delle percentuali non ci è piaciuto...

PESCARA. «Ci siamo sentiti dire che “non sarebbe possibile escludere l'incidenza del terremoto sulla valanga, e così si può parlare di percentuali: questo discorso delle percentuali non ci è piaciuto affatto, perché ci riporta alla sentenza choc dell'Aquila». Lo ha detto a margine dell'udienza su Rigopiano Marcello Martella, padre di Cecilia Marcella, l’estetista del resort tra le 29 vittime della valanga del 18 gennaio 2017.
«Ci siamo anche sentiti dire che la strada per Rigopiano sarebbe dovuta essere pulita, che la provincia avrebbe potuto chiamare l'Anas», prosegue Martella, «ma tutte queste cose le sappiamo già, c'è stata una catena di errori e ce lo confermano quattro esperti. Certo è che criteri e percentuali ci riportano all'Aquila e questo ci preoccupa».
Giampaolo Matrone, sopravvissuto alla valanga in cui ha perso la moglie Valentina Cicioni : «La cosa importante è che dalla superperizia è emerso il fatto che la zona dell’hotel era un sito valanghivo, che c’erano state in passato valanghe non precedute dal terremoto, e che dunque l’hotel non doveva stare lì e, anche, che quella strada che portava all’albergo andava tenuta costantemente pulita: ecco», prosegue Matrone, «questi sono gli aspetti importanti su cui adesso non vediamo l’ora che inizi la discussione dei riti abbreviati, sperando che per le udienze di dicembre inizino ad arrivare le prime condanne. Si è perso fin troppo tempo, i difensori degli imputati l’hanno tirata per le lunghe ma ora basta. Aspettiamo il 23 novembre, che si cominci».