I familiari di Marina: faremo funerali separati

23 Maggio 2018

Il fratello di Marina rivela: lui ha attirato in una trappola anche la figlia Ludovica E tra le cause della strage spunta l’angoscia mai risolta per la morte della madre

PESCARA. I funerali? «Saranno separati, solo per Marina e Ludovica». Quando il dottor Francesco Angrilli, fratello e zio delle vittime, rivela questo particolare, nel pomeriggio di ieri, non conosce ancora l’esito dell’autopsia. Ma il suo animo intuisce verità più alte: «In altre situazioni avrei avuto compassione per quella persona». Il cognato omicida.
«Poligono» e «sorpresa». Sono «le ultime due parole» che Angrilli ode pronunciare dalla nipotina Ludovica, 10 anni, «mentre scappa via correndo verso il padre che l’aveva chiamata al cellulare di nonna Anna, pochi istanti prima. E le aveva detto: esci e vienimi incontro vicino alla pasticceria, ho una sorpresa per te». Sono le 12,30 di domenica 20 maggio. La scena si consuma in una abitazione della zona ospedale. Fausto Filippone, 49 anni (che «stava prendendo il porto d’armi, forse la sua nuova passione»), ha atteso la figlia in strada a bordo dell’auto. Forse promettendole di andare al poligono insieme? «Mia nipote, il mio angioletto, era entusiasta della sorpresa. Ignorava di avviarsi verso un destino atroce».
Ha il cuore spezzato dal dolore Francesco Angrilli, direttore del Centro diagnosi e terapia dei linfomi all’ospedale di Pescara, mentre racconta le ultime ore di vita della sua adorata nipote e di sua madre Marina.
«Cosa provo? Tutto il dolore di questo mondo. Lui ha chiamato Ludovica per chiederle di uscire mentre l’aspettava di fuori. Io ero in giardino, non è entrato in casa, forse perché non voleva che vedessi che era solo, senza mia sorella. Gli avrei chiesto spiegazioni e lui non avrebbe potuto rispondermi. I miei due angeli sono vittime di un gesto di follia che questa persona covava dentro immotivatamente, negli ultimi anni», analizza Angrilli.
Prima di tuffarsi nel vuoto, Filippone ha accennato ad un fatto accaduto 15 mesi fa che gli aveva stravolto l’esistenza. A cosa si riferiva? «Lui era legatissimo alla madre, affetta da una malattia degenerativa. Quindici mesi fa, è stato l’inizio di un rapido declino che l’ha condotta alla morte otto mesi fa. Non ha mai accettato il distacco, non ha saputo razionalizzare il lutto della perdita della madre».
Per darsi forza e darne al resto della famiglia «voglio pensare che, durante quel folle tragitto, lui abbia dato qualcosa alla bimba per addormentarla». Perché pensarla a schiantarsi a terra lucidamente, dopo un volo di 40 metri, è un dolore che ti toglie il fiato: «Ludovica si sarebbe difesa, era una bimba energica e piena di vita. Coltivava numerose passioni, canto, danza, vela, cavalli, inglese, musica. A Marina dicevo scherzando: ma quando farà la bimba? Entrambe avevano una vita frenetica, forse il disegno inconscio di una vita luminosa ma breve».
Angrilli, infine, ringrazia le forze dell’ordine: «Un plauso alla sensibilità con cui hanno operato».