I familiari: «La lotta continua con più forza»

Tanda: la decisione del gip rispetta le norme ma per noi non è coerente con la realtà dei fatti
PESCARA . È un mix di speranza e tristezza, angoscia e fiducia che la verità possa davvero venire a galla per onorare la memoria e il ricordo dei propri cari. Sono tante le emozioni dei parenti delle vittime di Rigopiano a seguito del provvedimento con il quale il gip del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, ha decretato l’archiviazione di 22 posizioni che riguardavano principalmente il versante politico dell’inchiesta.
«Come cittadina, non posso che prendere atto della decisione del giudice e rispettarla, pur continuando a lottare, con tutti i mezzi previsti dalla legge, per quello in cui credo e che considero giusto», commenta Paola Ferretti, madre di Emanuele Bonifazi, receptionist del Resort Rigopiano è una delle 29 della tragedia del 18 gennaio 2017. «Come mamma» continua Paola Ferretti «la questione cambia. È come se si infierisse su un dolore già di per sé insopportabile. Mio figlio ed altre 28 persone non sarebbero morte se chi di dovere avesse fatto il proprio lavoro con la dovuta diligenza. Comunque questa notizia, per quanto amara e difficile da comprendere, non fa altro che rafforzare la mia determinazione nella ricerca della verità e della giustizia finché avrò vita. In prossimità del Natale, per noi da sempre festa della famiglia, un pensiero va a tutti coloro che sanno di essere colpevoli, imputati e no, affinché possano finalmente trovare il coraggio e la lucidità per scoprire la vera verità nelle loro coscienze. Tanto, prima o poi la giustizia divina arriverà per tutti e io confido molto in Dio», conclude la signora Ferretti.
Anche Marco Foresta, che nella tragedia di Rigopiano ha perso entrambi i genitori, Bianca Iudicone e il papà Tobia, ha commentato l’archiviazione dei politici. «Vorrei che il processo arrivasse al prossimo step, quindi al rinvio a giudizio di tutte quelle persone che effettivamente hanno contribuito alla morte di 29 persone», sottolinea Foresta. «Se la magistratura ritiene o ha ritenuto che gli imputati che abbiamo oggi siano i responsabili della tragedia io continuerò a lottare contro quelli. Sono sicuro che nel corso del dibattimento qualcuno di questi imputati tenterà di tirarne dentro altri per scagionarsi o alleggerire la propria posizione. Quindi è ancora tutto da vedere e io confido nel mega lavoro svolto dalla Procura. Combatteremo affinché i nostri cari abbiano giustizia visto che proprio in questo periodo dell’anno, tra Natale e l’anniversario della tragedia, si sente ancor di più la mancanza dei nostri cari», conclude Foresta.
«Il problema non è rappresentato dall’archiviazione in sè, ma dalle tesi utilizzate dal giudice che sicuramente rispetteranno il codice penale e la procedura penale, ma non sono coerenti con la realtà dei fatti inoppugnabili», commenta il presidente del comitato vittime di Rigopiano, Gianluca Tanda.
«Nei giorni culminati poi nella tragedia di Rigopiano la regione era sommersa dalla neve fin dal 5 gennaio. Ben tre allerte meteo, una peggio dell’altra, fino a quella del 15 gennaio. Tre province su quattro erano in ginocchio, trecento mila utenze senza elettricità per giorni. E il gip scrive che «il Core è stato convocato tempestivamente il 18 gennaio alle 15” nel giorno della tragedia. Il giorno dopo rispunta il sole su tutto l'Abruzzo. C’è coerenza in tutto questo?», si domanda Tanda. «Oggi, dopo 29 morti, la Regione Abruzzo agisce in prevenzione, convoca riunioni operative e dall’8 dicembre saprà su quanti uomini e mezzi potrà contare per affrontare una emergenza neve. Prima dei responsabili di quella tragedia mi interessa la verità, mi interessa l’accertamento di tutti i fatti. Rigopiano sembra una storia infinita c’è sempre un pezzo di verità che affiora. Su tutto e su tutti il caso D’Angelo. Qualcuno o qualcosa ha limitato l’orizzonte dell’accertamento di tutta la verità attraverso le indagini? La battaglia continua per onorare i nostri morti», conclude Tanda.
Francesco Bellante
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