I familiari: «Ma da maggio va recuperato il tempo perso»
FARINDOLA. Il rinvio del processo al 21 maggio è l’ennesimo colpo al cuore per i parenti delle 29 vittime della tragedia Rigopiano. «C'è tanta, tanta amarezza perché abbiamo atteso questo giorno per...
FARINDOLA. Il rinvio del processo al 21 maggio è l’ennesimo colpo al cuore per i parenti delle 29 vittime della tragedia Rigopiano. «C'è tanta, tanta amarezza perché abbiamo atteso questo giorno per quasi tre mesi e non ci aspettavamo l'ennesimo rinvio», commenta Paola Ferretti, che a Rigopiano ha perso suo figlio Emanuele Bonifazi (receptionist del resort). «Non intendo sottovalutare l’emergenza sanitaria, intendiamoci, ma ero convinta che questo problema fosse stato affrontato lo scorso anno e risolto nei modi ritenuti più opportuni da chi di competenza. Per questo ritengo ingiusto il rinvio di ieri. Non credo sia giusto venire a conoscenza del sicuro rinvio da parte di giornali o voci di corridoio, quando il nostro legale ha inviato pec e telefonato in anticipo per avere notizie sullo svolgimento dell'udienza. Attendiamo ancora altri 3 mesi, con l'unica certezza che questo gioco al massacro ci sta devastando corpo e anima». Afferma Gianluca Tanda, presidente del comitato vittime di Rigopiano: «Siamo tutti consapevoli di questo periodo di pandemia. Avevamo proposto diverse soluzioni e alla fine, su proposta del ministero della Giustizia, avevamo accettato di essere in 5 aule diverse per garantire il distanziamento. Nonostante ciò, oggi è arrivato l'ennesimo rinvio di Rigopiano. Le udienze si potrebbero tenere anche in remoto, come per tanti altri processi. Se si vuole una soluzione si può trovare. Si giustificano dicendo che siamo tanti, troppi. È vero, lo siamo. Lo siamo perché tante, troppe sono state le vittime di Rigopiano. Chiediamo la concreta volontà di procedere con il processo, facendo anche udienze tutti i giorni per recuperare il tempo perso. Come avvenne per il terremoto dell’Aquila», conclude Tanda. (f.bel.)
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