I familiari: Rigopiano non diventi spot elettorale

10 Ottobre 2018

Il comitato Vittime dopo le dichiarazioni del presidente della Provincia Di Marco «Se era davvero un dolore insuperabile, avrebbe fatto bene a dimettersi»

PESCARA. Da settimane, da mesi, sono in silenzio, in attesa dell’unica risposta capace di lenire il dolore che li accompagna da quel maledetto 18 gennaio del 2017. Ma i familiari delle vittime di Rigopiano non ce l’hanno fatta a restare ancora in silenzio quando, nei giorni scorsi, la tragedia della valanga di Rigopiano è stata citata dal presidente della Provincia Antonio Di Marco nel suo discorso di commiato, dopo le dimissioni in vista di una sua candidatura a consigliere regionale. Tra i 40 indagati per i 29 morti di Rigopiano, Di Marco si è accomiatato citando cifre e risultati della sua gestione, ma anche ricordando le vittime di quel disastri: «È per me un dolore che non potrà mai essere superato, perché è un’esperienza di vita individuale dei familiari delle vittime che lascia qualcosa di indiscutibilmente insanabile», ha dichiarato pubblicamente il presidente della Provincia uscente, non prima di aver sottolineato di aver mantenuto «un riserbo totale su questa vicenda, astenendomi sempre da qualsiasi considerazione».
Ma ecco la risposta dei familiari delle vittime di Rigopiano alle dichiarazioni di Di Marco.
«Un dolore che non potrà mai essere superato? Certo, ha ragione, peccato che a viverlo e a provarlo ogni giorno sono anche tante madri, tanti padri, tanti orfani e tanti fratelli e sorelle a cui, per l’incuria, l’inettitudine e l’ inefficienza sono stati tolti per sempre gli affetti più cari. Con che coraggio chiederà consensi e fiducia agli abruzzesi a cui è stata stravolta per sempre la vita per il vostro non aver saputo affrontare un’emergenza per altro fotocopia della stessa, che anche ricorda, del 2015? Se per lei è un dolore che non potrà mai essere superato, avrebbe fatto meglio a dimettersi e a lasciare la sua poltrona. Invece no, anziché lasciare lavorare serenamente la magistratura, ha invece rilanciato e puntato ancora più in alto. Non utilizzi mai più il nome dei nostri angeli come slogan politico... “mai più” come la frase che ci accompagna e ci accompagnerà per sempre da quel giorno». E ancora, rivolti a Di Marco: «Non menzioni la magistratura, ella sa e saprà amministrare in serenità e con senso di giustizia nel nome del popolo italiano. Quello stesso popolo che dal 18 gennaio 2017 chiede spiegazioni a voi tutti e sopratutto in nome dei 29 angeli martiri di una politica fallimentare che ha generato solo dolore e guai a chi è rimasto a vivere ogni giorno una nuova vita grazie a chi invece avrebbe avuto il dovere di proteggerli... Buona fortuna signor presidente, noi le auguriamo di raggiungere tutti gli obiettivi che si è prefissato, peccato che anche altri incolpevoli cittadini e contribuenti avevano altrettanti obiettivi da raggiungere...purtroppo, seppelliti per sempre da neve e da incuria umana ai quali prima o poi dovrete dare conto».