«I familiari urlavano: salvatelo»

Un turista ha soccorso Paolucci con il defibrillatore: «Ho fatto tutto il possibile»
PESCARA. «Salvatelo, salvatelo» urlavano disperate moglie e figlia di Tiziano Paolucci, a Renato Gallo, 60 anni, avellinese in vacanza a Pescara, tra i primi ad accorrere sul luogo della disgrazia per soccorrere l’uomo esanime sull’asfalto.
«Ero al bar Roberto a prendere un caffè», racconta Gallo, volontario della Misericordia di Montemarano, nell’avellinese, «all’improvviso ho sentito delle grida provenire dall’esterno. Pensavo fossero dei ragazzi che stavano discutendo tra loro al distributore di benzina», invece erano gli urli della disperazione.
«Sono un volontario della Misericordia. Istintivamente ho corso verso la folla pensando che qualcuno avesse bisogno di aiuto, il traffico era paralizzato», prosegue l’uomo che da anni sceglie la città adriatica per trascorrere le ferie, «mi sono avvicinato e ho visto l’uomo steso a terra. Non era cosciente, ma sotto la nuca scorreva tanto sangue. Con l’aiuto di un ragazzo arrivato da una palestra qui vicino con un defibrillatore, gli ho praticato un massaggio cardiaco, ma l’uomo non respirava né si muoveva».
Il soccorritore irpino, di professione collaboratore scolastico, molto impegnato nel sociale, ha fatto «numerosi tentativi prima che arrivasse l’ambulanza, a mio avviso con un po’ di ritardo».
Accanto a lui, mentre tentava disperatamente di rianimare Tiziano Paolucci che «non dava segni di vita», la moglie dell’uomo deceduto, Angela e la figlia Silvia, che «urlavano “salvatelo, salvatelo”. Mi dispiace, ho fatto tutto il possibile». Sui social il cordoglio di quanti lo conoscevano. Franco Ribello, pescarese, maestro di arti marziali, di Paolucci, suo amico, rivela: «Trentacinque anni fa, è stato mio allievo di karate. Era un grande lavoratore e amava tantissimo la sua famiglia».
I ricordi fanno un lungo salto nel tempo, quando «Tiziano, col suo fisico possente», racconta Ribello, «partecipava alle gare sportive di braccio di ferro alla trasmissione televisiva di Antenna 10». Su Facebook, Ribello scrive: «Spero si faccia giustizia». (c.co.)

