I fanghi del porto rimossi nel 2018

Serve più tempo per le analisi del materiale prelevato, polemica del centrodestra
PESCARA. I fanghi depositati nella vasca di colmata del porto non verranno rimossi prima dell’anno prossimo. È quanto emerge da una riunione, che si è svolta ieri all’Aquila nella sede del Provveditorato alle opere pubbliche. Polemici i consiglieri del centrodestra che hanno partecipato all’incontro.
«Si è rivelata assolutamente inutile», hanno scritto in una nota i capigruppo dell’opposizione Marcello Antonelli (Forza Italia), Guerino Testa (Pescara in Testa) e Carlo Masci (Pescara futura), «la trasferta aquilana, presso la sede del Provveditorato alle opere pubbliche, per tentare di chiarire le carte inerenti l’appalto del 2014 per il dragaggio del porto di Pescara e il successivo smaltimento dei fanghi». «La riunione oggi (ieri, ndr)», hanno rivelato, «ha solo fatto emergere che la gara iniziale prevedeva il prelievo di 70mila metri cubi di fanghi, che poi sono diventati 300mila metri cubi, e l’unica certezza è che sono ancora in corso delle caratterizzazioni dei fanghi che dovrebbero terminare intorno al 18 novembre, quindi sicuramente la collina della vergogna, al porto di Pescara, non verrà rimossa entro il 31 dicembre 2017, come previsto nella gara. Anzi, oggi non si sa neanche chi deve rimuovere quei fanghi dalla vasca di colmata, entro quanto tempo e come. Domande poste al provveditore, l’ingegner Rapisarda, il quale però ha più volte dichiarato di voler riferire solo al sindaco Marco Alessandrini, dicendo chiaramente che le domande della delegazione dei consiglieri comunali, tese a chiarire gli aspetti più controversi della vicenda, non erano gradite e anzi erano ritenute offensive».
«Evidentemente», hanno affermato, «riscontriamo una grave e palese assenza di trasparenza e, per tale ragione faremo presentare un’interrogazione parlamentare su una vicenda che oggi presenta troppi lati oscuri su cui dobbiamo fare piena luce». Antonelli, Testa e Masci hanno polemicamente abbandonato la riunione dopo che per tre volte il provveditore Rapisarda, a loro dire, si sarebbe rifiutato di rispondere ai quesiti, dichiarando di aspettarsi un incontro solo con il sindaco.
«È evidente», hanno sottolineato i tre capigruppo del centrodestra, «che oggi (ieri) eravamo ospiti non graditi a una riunione che, paradossalmente, ha chiesto la coalizione di centrodestra in seguito a una seduta del consiglio comunale convocata, anche in quel caso, su richiesta del centrodestra. Ovviamente abbiamo ritenuto di lasciare l’incontro, dopo aver capito che non avremmo cavato un ragno dal buco, ma quell’incontro ha solo rafforzato e rinvigorito la nostra sete di chiarezza su una vicenda assurda». «L’impresa che si è aggiudicata l’appalto tre anni fa», hanno ricordato, «a quanto ci era dato sapere, aveva l’impegno contrattuale a rimuovere, quella collina artificiale di fanghi depositati nella vasca di colmata entro il 31 dicembre 2017. Ad oggi, continuiamo a non sapere perché la collina di fanghi al porto non è stata ancora rimossa, né se questo avverrà e chi se ne deve occupare e con quali somme. Per tale ragione, faremo presentare un’interrogazione parlamentare sulla vicenda».
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