I fanghi di Ortona nel mare di Pescara e Silvi

Di Sante (Prc): «In arrivo 342mila metri cubi di sedimenti, Alessandrini e Maragno intervengano»
PESCARA. Domani, il comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) si riunirà per decidere in merito al dragaggio del porto di Ortona che prevede l’immersione di 342.694 metri cubi di sedimenti nel tratto di mare compreso tra Pescara e Silvi. A ricordarlo è Corrado Di Sante di Rifondazione comunista.
«L’area marina protetta, il Wwf, i Comuni di Silvi e di Città Sant’Angelo e la Stazione ornitologica abruzzese», ha fatto presente, «hanno fatto pervenire le loro osservazioni e censure rispetto al progetto di immersione di una così grande quantità di fanghi. Grave invece, è il silenzio delle amministrazioni di Montesilvano e Pescara».
«Le normative internazionali», ha affermato, «sconsigliano fortemente l'immersione in mare dei sedimenti di dragaggio, un’opzione estrema. Il mare Adriatico è già fortemente compromesso non possiamo trasformarlo in una discarica. Lo stesso studio ambientale preliminare allegato al progetto mette in evidenza come il tratto di mare interessato allo sversamento presenta già uno stress ambientale». «Ci stupiamo come le amministrazione di Montesilvano e Pescara non abbiamo presentato proprie osservazioni e contrastato il progetto, come invece hanno fatto i Comuni di Silvi e Città S.Angelo», ha fatto notare Di Sante, «la qualità delle acque, il risanamento della costa dovrebbero essere una priorità. Ormai, purtroppo, siamo abituati a pessime scelte o silenzi incomprensibili: invece di mitigare i rischi si favoriscono azioni che rischiano di compromette la qualità delle acque di balneazione e lo sconvolgimento del fragile equilibrio ambientale del nostro mare».
«La difesa del mare necessità di azioni concrete a cominciare dal risanamento dei fiumi e di investimenti nella depurazione», ha avvertito, «ma non di meno del contrasto dei progetti impattanti. La politica degli slogan, degli annunci e degli spot su bandiere verdi e blu rischiano di essere solo fumo negli occhi».
«Facciamo appello», ha concluso, «al sindaco di Pescara Marco Alessandrini e al sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, ai rispettivi assessori e uffici tecnici, di prendere in carico la questione e di chiedere anche in zona Cesarini di essere auditi presso il comitato Via. In caso contrario dovremmo pensare che non hanno a cuore la salute del nostro mare».
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