I fondali del porto sono insabbiati I pescatori: «Subito il dragaggio»

Fanesi (Associazione pesca): «Il fango portato dal fiume rischia di intrappolare le imbarcazioni» L’armatore Camplone: «Lavoriamo in un’emergenza senza fine, bisogna intervenire entro l’estate»
PESCARA. Il maltempo della scorsa settimana non ha creato problemi solo ai balneatori ma rischia di crearne anche alla marineria che attende un intervento consistente di pulizia dei fondali, per lavorare in serenità. Per il momento i pescherecci «si muovono all’interno di un percorso segnalato, che va dai moli all’uscita della diga, perché fuori da questo percorso è pieno di secche, e comunque si procede una barca per volta, in ingresso e in uscita. Viviamo nell’emergenza e ormai ci siamo assuefatti a questo stato di cose», dice l’armatore Doriano Camplone. «In questa fase le condizioni climatiche ci favoriscono ma rischiamo di non lavorare più se la situazione si aggrava e non si interviene prima. Un intervento andava fatto, siamo già in ritardo». Il problema è rappresentato «dall’insabbiamento del fiume. I detriti portati dal corso d’acqua nei giorni scorsi hanno sicuramente alzato il fondale per cui, in condizioni di bassa marea, si rischia di non manovrare». Una situazione non nuova, dice l’armatore ricordando «l’alta pressione che si è già verificata a gennaio e febbraio, quando avevamo problemi nell’avvicinamento alle banchine, non tanto all’uscita e all’entrata». E poi, gli alberi di «10 - 20 metri che andranno a finire a fondo, al largo, rischiano di danneggiare le reti». Non c’è neppure da sperare nei lavori del porto, perché «non partono per adesso» mentre potrebbero essere più rapidi i tempi di un «intervento nella banchina commerciale, che ci è stato annunciato e ci auguriamo che venga realizzato in estate perché altrimenti dopo il fermo biologico troveremo un tappo, per il mancato passaggio delle imbarcazioni», conclude Camplone. Dall’associazione pesca professionale intitolata a Mimmo Grosso, il segretario Giacomo Fanesi è disilluso. «Tre mesi fa la Regione, con il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, e il Comune, con il sindaco Carlo Masci avevano annunciato che avrebbero dragato subito ma così non è stato e ora si sta pensando di ripulire la zona commerciale, per accogliere i pescherecci più grandi (ma non sarebbe sufficiente per tutti). Per ora l’acqua è alta ma non sarà sempre così: con il bel tempo e con l’alta pressione il livello dell’acqua si abbasserà, con il rischio per i pescherecci di rimanere intrappolati a causa del fango portato a iosa dal fiume nell’ultimo periodo».
Il Comune non è rimasto a guardare, anzi ha formulato «varie proposte all’Autorità di sistema portuale di Ancona per il dragaggio e per la movimentazione di materiali nella canaletta ma sono state sempre chieste delle alternative, per vari motivi» e non è stato ancora messo un punto fermo per cui ora si sta elaborando una nuova proposta, a cura di Fabrizio Trisi e Fausto Di Francesco. Intanto è in fase di affidamento, sempre da parte del Comune, un altro intervento per liberare dai sedimenti il varco di accesso alla canaletta fluviale, come è stato già fatto da un anno a questa parte.

