I genitori sono disperati: «Ci aveva cambiato la vita»

30 Ottobre 2023

Lo scorso dicembre l’annuncio sui social della nascita della figlia: «Ti amiamo» Il sindaco si precipita in ospedale, il ricordo: «Erano l’esempio della serenità»

FRESAGRANDINARIA. Tra due mesi la piccola Amalia avrebbe festeggiato tra le braccia di mamma e papà il suo primo anno. Non si danno pace Anica Lucia Talia, 35 anni, e Marco Meo, 41 anni, che da un letto di ospedale hanno saputo la notizia della morte della loro piccola di appena dieci mesi. Con loro, anche il paese di Fresagrandinaria è distrutto dalla notizia: ora sono tutti con il fiato sospeso e sperano nelle condizioni di salute della coppia e del piccolo Manuel, 4 anni, anche lui rimasto coinvolto nello schianto di ieri sulla Trignina.
«È nata per la gioia di noi tutti Amalia», avevano scritto i due genitori in un post su Facebook, tra cuori e palloncini rosa, per annunciare il 22 dicembre la nascita della piccina. E poi ancora un post di felicità nel giorno del suo primo mese: «Sei arrivata solo da un mese e hai già cambiato le nostre vite. Ti amiamo».
«La adoravano», ricorda il sindaco di Fresagrandinaria, Lino Giangiacomo, che ieri è stato uno dei primi a correre in ospedale dopo l’incidente. «Speravo tanto che anche la bimba fosse viva», continua Giangiacomo, «quello che è accaduto ha distrutto tutti noi: Marco aveva una famiglia felice. Speriamo che lui, il figlio e la moglie si riprendano».
Insieme da otto anni, Marco e Anica sono una coppia piena d’iniziativa e sempre pronta a dare una mano agli altri. Lui, operaio per un’azienda di idrocarburi con sede a Torino di Sangro, coltiva la passione per la musica. Con lo pseudonimo di D.j. Mark Mejo anima le serate. Lei, nata in Germania a Esslingen, lavora come mediatrice culturale e insegnante alla World language academy. «Conosce benissimo le lingue», racconta Giangiacomo, «ed è una bravissima insegnante, oltre che una madre adorabile».
Ieri mattina, la famigliola aveva deciso di trascorrere la mattinata in riviera e intorno all’ora di pranzo era di ritorno a casa. Poi, lo schianto dove ha perso la vita la piccola Amalia. «Marco è una persona prudente», commenta il sindaco, «non riesco a capire cosa può essere successo. Le macchine sono ridotte ad un groviglio di lamiere», osserva Giangiacomo che, da tempo, insieme ai colleghi dei paesi attraversati dalla Trignina, si batte per la sicurezza di quella strada, «l’urto deve essere stato molto forte». La famiglia in paese è molto conosciuta. «Siamo stravolti», dice Luigi Taraborrelli, titolare di un’azienda di tende e vicino di casa della famiglia Meo, «loro erano il simbolo della serenità. Non riesco ad immaginare lo strazio dei genitori». E ora tutti rivolgono le loro preghiere e speranze alla famiglia che, da un letto di ospedale non riesce a darsi pace.
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