I giovani legali pescaresi «Misurateci la febbre ma ora fateci lavorare»

Gli avvocati dell’Aiga domani manifesteranno davanti a Montecitorio per protestare contro i ritardi nella ripresa delle attività nei tribunali
PESCARA. I giovani avvocati dell'Aiga si ritroveranno domani a Roma, davanti a Montecitorio, per protestare contro i ritardi nella ripresa delle attività da parte dei tribunali.
«Non condivisibile», scrivono, «appare innanzitutto la decisione di prorogare il termine della fine dell'emergenza, originariamente previsto al 30 giugno, al 31 luglio, che comporterà in concreto una sostanziale paralisi della giustizia fino a dopo l'estate».
La sezione di Pescara dell'Aiga, nell'esprime forti perplessità in ordine alla conferma della decisione di demandare ai capi degli uffici giudiziari dei singoli tribunali tutta l'organizzazione della "fase 2", ritiene anche che il Governo debba adottare misure chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale «al fine di evitare la discrezionalità in capo al singolo magistrato di poter decidere autonomamente il rinvio delle udienze a dopo settembre».
Tutto ormai è ripartito, secondo l'Aiga, meno le funzioni dei tribunali. «La giustizia», affermano, «quale servizio pubblico essenziale per il nostro Paese, non può subire ulteriori rallentamenti o essere considerata uno di quei settori da far ripartire per ultimo», e questo anche per «non subire le devastanti conseguenze economiche determinate dalle limitazioni imposte dall'emergenza sanitaria».
Riguardo poi alla situazione locale abruzzese e pescarese in particolare, l'Aiga sostiene che «in considerazione del notevole miglioramento della situazione sanitaria locale e nazionale, i provvedimenti assunti ormai diverse settimane or sono, non risultano più adeguati allo scopo di contemperare le opposte esigenze di tutela della salute e di effettiva continuità della funzione giudiziaria».
«Ricordo», scrive ancora il presidente dei giovani avvocati di Pescara, Andrea Cocchini, «come già sottolineato dal Consiglio dell'Ordine di Pescara, che tutta l'avvocatura ha sopportato con grande dignità e fermezza tale situazione di enorme disagio senza atteggiamenti di preconcetta e petulante protesta, offrendo sempre il proprio contributo propulsivo a beneficio del sistema giustizia di cui l'Avvocatura, e in particolare i giovani, si sente parte attiva e fondamentale. Appare ormai evidente, però, come il Governo abbia deciso di mettere la giustizia tra le ultime priorità. Si può andare al bar, nei musei, al mare e tra qualche giorno anche nelle discoteche, non capisco perché non si possa entrare in tribunale».
Da qui la protesta davanti a Montecitorio per sensibilizzare in tal senso il Governo in quanto gli avvocati rimangono una figura imprescindibile del sistema giustizia e che, al pari di ogni altro soggetto, hanno necessità di riprendere a lavorare.
«Il decreto legislativo 28 del 2020, che avrebbe dovuto chiarire termini e modalità di avvio della cosiddetta "fase 2" per la giustizia, rischia invece di provocare ulteriori confusioni e lungaggini». La conclusione è un appello: «Misurateci la febbre, fateci stare a distanza, ma fateci lavorare».
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