I guariti aumentano e non ci sono nuovi positivi al Covid
PENNE. Non c’è alcun nuovo positivo e allo stesso tempo aumentano i guariti dal coronavirus nell’ex zona rossa vestina. Ieri altri sei pazienti sono risultati ufficialmente negativi al Covid-19 a...
PENNE. Non c’è alcun nuovo positivo e allo stesso tempo aumentano i guariti dal coronavirus nell’ex zona rossa vestina. Ieri altri sei pazienti sono risultati ufficialmente negativi al Covid-19 a Civitella Casanova, due a Farindola e uno a Montebello di Bertona.
«Tra i guariti ci sono il più anziano, di 89 anni, e il più giovane, di 14 anni, dei nostri concittadini contagiati», spiega il sindaco di Civitella Casanova, Marco D’Andrea. Ora a Civitella sono 19 i guariti sui quaranta contagiati dall’inizio dell’epidemia. Tra questi quaranta sono comprese anche due persone decedute. A Farindola il bilancio è invece di undici positivi, sei guariti e un decesso.
A Montebello di Bertona da inizio emergenza sono risultate positive dieci persone, comprese due purtroppo decedute. I guariti sono invece saliti a sei. Ci sono zero nuovo positivi a Penne, dove da inizio emergenza sono risultate positive 134 persone (119 sono i residenti nel capoluogo vestino). Nel numero dei positivi sono ricompresi anche i 14 decessi finora accertati. Sono 91 complessivamente i pazienti guariti dall’infezione certificati fino al 4 maggio, mentre i ricoverati sono otto, di cui uno in rianimazione. Gli altri pazienti sono in isolamento obbligatorio nella propria abitazione o in altro domicilio, e sono in attesa di effettuare il secondo tampone.
SOSTEGNO PSICOLOGICO Il pool di psicologi dell'Associazione Gepe, convenzionata con il Comune di Penne e con il gruppo di Protezione civile comunale Jonny Damiani, che opera sul territorio dall’inizio dell’emergenza Covid-19, ha risposto a circa trecento richieste di intervento e sostegno.
«Il sostegno psicologico», spiega l’assessore alla Sanità Pina Tulli, «è stato di aiuto alla popolazione per fronteggiare l’evento mitigando lo stress, attenuando l’impatto emotivo, mediante strategie di formazione e di psicoeducazione», conclude l’assessore Tulli, «utili a comprendere e riconoscere i propri campanelli di allarme».(f.bel.)
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