I lavoratori: presidio sotto la Regione

12 Giugno 2019

I lavoratori delle Terme di Caramanico sono pronti a «un presidio sotto la Regione» per ottenere risposte sul loro futuro. Se fino a oggi hanno atteso che accadesse qualcosa e che la struttura...

I lavoratori delle Terme di Caramanico sono pronti a «un presidio sotto la Regione» per ottenere risposte sul loro futuro. Se fino a oggi hanno atteso che accadesse qualcosa e che la struttura riaprisse i battenti insieme all’hotel Maiella e al centro benessere “La Reserve”, adesso hanno deciso di affidarsi al sindacato. E Alessandra Di Simone, della Filcams Cgil, ieri pomeriggio ha incontrato molti di quei lavoratori proprio a Caramanico, nel corso di un’assemblea in cui è emerso un enorme sconforto perché chi «ha lavorato negli ultimi mesi per la manutenzione non è stato pagato e molte di queste persone non hanno la possibilità di ricollocarsi, essendo over 50».
La Cgil intende provare a smuovere le acque. E tenterà una «operazione verità», annuncia Di Simone. «Non possiamo continuare a sentire il mantra che le Terme riapriranno solo se avranno la possibilità di erogare prestazioni di riabilitazione», come è accaduto ieri l’ultima volta. «Vogliamo capire le intenzioni della Regione su questa vicenda e sul termalismo e vogliamo che il rappresentante della società o comunque il liquidatore ci dica cosa ha intenzione di fare. Perché potrebbe anche decidere, con un atto di coraggio, di mollare la presa. Sempre che non si inventi una soluzione per ripartire. La politica può fare la sua parte, individuando degli imprenditori pronti a ricominciare da capo». Dalla Cgil e dalla Cisl (rappresentata da Davide Frigelli) partirà quindi una richiesta di incontro per incontrare «allo stesso tavolo Regione e società concessionaria. Con i lavoratori in presidio sotto alla Regione». (f.bu.)