«I lavori spettano ai condomini»

4 Giugno 2016

Basile ai proprietari delle case di Borgo marino: non compete all’Ater intervenire

PESCARA. Sulle case Ater di Borgo marino sud non si è potuti intervenire per una serie di ragioni che l'amministratore unico dell'azienda, l'architetto Virgilio Basile, spiega agli inquilini del quartiere che sorge a due passi dal porto turistico.

Oltre alle risorse economiche notoriamente risicate dell'Ater, altre motivazioni si oppongono a un intervento massiccio sul rione, che ospita 197 appartamenti di edilizia popolare alcuni dei quali cadono letteralmente a pezzi.

Intanto, qualche conto in tasca all'Ater: nella provincia di Pescara, gli alloggi sono 4mila 500, e il canone mensile medio di ogni casa si aggira attorno alle cinquanta euro. È un importo medio, come si è detto, perché tra gli inquilini c'è chi paga canoni vicini ai quindi euro, come chi arriva al centinaio di euro al mese. Ma, assicura Basile, questi ultimi sono pochi.

«Oltre a un problema di fondi, c'è un questione di competenze», spiega, «nella maggior parte dei condomini del rione, la maggioranza degli abitanti è proprietaria delle case. Quando si verificano situazioni di questo tipo, i lavori di manutenzione sono a carico delle assemblee condominiali, non all'Ater».

In altre parole, i proprietari devono provvedere da soli alle riparazioni sulle abitazioni. E anche per il proliferare di topi e scarafaggi: «Le amministrazioni condominiali devono provvedere anche alla pulizia», prosegue l'architetto.

I rappresentanti dei condomini, però, parlano di sporcizia anche che arriva da fuori dagli stabili di pertinenza, dalla strada, che si infiltra fin nelle abitazioni e non soltanto di quelle dislocate al piano terra che sono più a diretto contatto con l’esterno.

Quanto alle barriere e architettoniche e all’umidità, «questi sarebbero interventi molto invasivi. Nel primo caso, bisognerebbe installare ascensori esterni e passerelle; nel secondo, sarebbero necessari interventi di isolamento termico. Opere pesanti e costose, da realizzare su edifici degli anni '50, costruiti con criteri del tutto diversi da quelli di oggi, e in molti casi troppo piccoli per le persone che li abitano».

E che dire di quel finanziamento del 2014 per ottocentomila euro, poi non destinato a Borgo Marino? «Innanzitutto, il finanziamento era del Comune, non dell'Ater. Poi l’amministrazione municipale ha ritenuto opportuno spalmare quella somma un po' su tutte le criticità registrare nel perimetro urbano».

Ad ogni modo, difficoltà a parte, Basile si dice pronto a incontrare i residenti di Borgo Marino Sud per ascoltare i loro problemi e provare a risolverli. «Sono disponibile a ospitare, nell'immediato futuro, una riunione che coinvolga noi di Ater, il Comune e i cittadini in modo da ascoltare quali siano le priorità del quartiere e stabilire cosa si può e cosa non si può fare».

Paola Toro

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