I malati Covid aumentano anche dentro le zone rosse
La nuova mappa dei casi nei Comuni (dal primo febbraio a ieri) dà il quadro dell’emergenza E nell’area Pescara-Chieti i numeri che pubblichiamo confermano i timori di Parruti e Albani
La zona rossa non basta per fermare la marcia del virus, che continua a diffondersi con numeri importanti soprattutto nell’area metropolitana. Lo hanno affermato ieri sul Centro gli esperti, come il referente regionale per le emergenze Alberto Albani, che ha parlato di «un impatto ancora altissimo del virus» e l’infettivologo Giustino Parruti, il quale ha evidenziato come sia «oggettivo che la zona con la variante inglese non ha funzionato».
E i numeri lo confermano. Il report che il Centro ha effettuato studiando i dati ufficiali dei Comuni con almeno dieci contagi dal 1° febbraio a ieri, dimostra una progressione costante del virus nell’area metropolitana, nonostante che dal 14 febbraio le province di Chieti e Pescara siano finite in zona rossa.
L’AREA METROPOLITANA. Sono numeri sempre più alti quelli che si riscontrano analizzando la progressione dei contagi. Sommando i casi di quattro settimane, dal 1° febbraio fino a ieri, di Pescara, Montesilvano, Spoltore, Città Sant’Angelo, San Giovanni Teatino, Francavilla e Chieti, emerge come siano 4.257 i contagi.
Facendo la stessa somma dei casi delle prime tre settimane, fino a martedì scorso, il risultato è di 3.148. In sette giorni in zona rossa, dunque, ci sono 1.109 positivi in più nell’area metropolitana di Chieti - Pescara.
Ma andiamo ancor più dietro nel tempo per sviscerare i numeri in questa zona d’Abruzzo dove il virus sta colpendo maggiormente. E partiamo dai primi nove giorni di febbraio: nei sette Comuni dell’area più urbanizzata della regione sono stati 661 i casi registrati. E la zona era arancione. Ma una settimana dopo sono diventati 2.015: questo significa che nel giro di sette giorni, dal 10 al 16 febbraio, sono aumentati di 1.354, nonostante che nel frattempo fosse scattata la zona rossa. Vedi la progressione nella tabella a destra.
PESCARA IN VETTA. La città che più di tutte in Abruzzo ha fatto registrare un’impennata dei contagi dal 1° febbraio resta il capoluogo adriatico. L’ultimo focus racconta di 1.774 casi a Pescara in un mese. Da un capoluogo all’altro, in seconda posizione si piazza Chieti, con 764 positivi, numero notevole anche questo. Il podio si chiude con Montesilvano, dove i malati Covid dall’inizio di febbraio a ieri sono stati 603.
La dimostrazione di come l’area metropolitana di Chieti Pescara sia la più colpita, a causa della circolazione della variante inglese, la si ha osservando la classifica stessa dei contagi. Nelle prime dieci posizioni si trovano tutte le sette città di cui abbiamo parlato finora: dopo Pescara, Chieti e Montesilvano, figurano Francavilla al Mare (355), Spoltore (291), San Giovanni Teatino (278), Città Sant’Angelo (192).
GLI ALTRI COMUNI. Le tre eccezioni all’area metropolitana tra i primi dieci Comuni d’Abruzzo per numero di casi nelle ultime settimane, sono rappresentate da Lanciano, che ha lo stesso numero dei contagi di Francavilla, Teramo che si piazza in ottava posizione con 243 positivi e Vasto che la segue immediatamente dopo con 195 casi.
MEDIA PREOCCUPANTE. Da questi numeri si può ricavare anche un altro dato. In una città come Pescara, la media è di 59 malati in più di coronavirus al giorno. La settimana scorsa per la stessa città si aggirava su mendo di 57 casi.
CITTÀ ATTENZIONATE. Nell’ordinanza con cui il presidente Marsilio ha prorogato la zona rossa per 23 Comuni abruzzesi, ce ne sono anche 20 posti sotto particolare osservazione.
Per cinque di questi - Atessa, Guardiagrele, Silvi, Pineto e Roseto - si parlava di una nuova rivalutazione da fare 48 ore dopo. Così, a voler notare dove figurano queste stesse città nella mappa, si può osservare che Guardiagrele è ventiseiesima con 79 casi, Silvi in diciannovesima piazza con 122 contagi; la precede Atessa con 140, ma ancor più ne hanno Roseto e Pineto, rispettivamente con 191 e 168 positivi.
PICCOLI CENTRI. Ci sono poi piccole realtà, come ad esempio Miglianico, dove il virus si è diffuso tra 85 residenti, o Bucchianico, che di malati in un mese ne ha segnati 113.
POCHI CONTAGI. Nei bassi fondi della classifica, infine, segnaliamo Cansano, Civitella Casanova, San Benedetto dei Marsi ed altri Comuni che hanno avuto solo dieci contagi,

