I multati: azzerate i verbali l’autovelox non è in regola

La rabbia arriva in aula, i cittadini: tartassati inutilmente, quella strada è sicura L’assessore Albore Mascia: 31 incidenti in 5 anni, sanzioni giuste. Il M5S attacca
PESCARA. Un passo indietro, segnato dalla rimozione dell’autovelox e dall’annullamento delle migliaia di multe. Sono le richieste avanzate dai cittadini del coordinamento Pescara colli. Ieri pomeriggio si è svolta una sessione aperta del consiglio comunale, sollecitata dal centrosinistra e incentrata sull’autovelox della discordia di via Di Sotto con il limite a 30 all’ora. Numerosi gli interventi dei residenti, che si sono definiti «tartassati» e che hanno accusato l’amministrazione di aver «fatto cassa con la scusa di educare le persone».
Valentina Tano si è detta «delusa e offesa da questa amministrazione. Siamo stati additati come incivili e criminali incapaci di rispettare le regole. Visto che il tema sicurezza sta tanto a cuore a questa giunta, allora ci dovremmo aspettare un autovelox tarato a 30 davanti ogni scuola». Ha espresso dubbi sulla legittimità dell’apparecchio, Michela Di Stefano: «Chiedo una perizia tecnica e la convocazione del prefetto, per la valutazione della legittimità del dispositivo, e nel frattempo la sospensione del controllo elettronico della velocità. E poi lo sgravio d’ufficio delle multe emesse». «Ci sono altri modi per tutelare la sicurezza stradale», ha aggiunto Graziella Vinciguerra. «L’autovelox a 30 all’ora è un errore, non garantisce assolutamente la sicurezza, e serve solo a vessare ingiustamente le persone». Il farmacista Stefano Di Paolo ha puntato l’attenzione sullo spopolamento di via di Sotto, con conseguenze dirette sulle attività commerciali.
Oltre ai cittadini la seduta ha visto gli interventi delle associazioni a tutela dei consumatori. Da Federconsumatori, con Antonio Delle Monache, è arrivata la richiesta di sospensione dell’autovelox e della rateizzazione dei verbali. «Ogni strada ha la sua storia e la sue dimensioni e per tutelarne la sicurezza va trovata una soluzione tecnica che non è un autovelox». Sulla medesima lunghezza d’onda Arco Abruzzo, con la richiesta di rateizzare le multe ed eliminare «gli aggravi delle sanzioni in caso di mancato pagamento», ha detto Franco Venni.
La proposta di Antonio Turdò, dell’associazione Pro Trignina Abruzzo e Molise riguarda l’innalzamento a 50 chilometri orari del limite, dissuasori e miglioramenti per incrementare la sicurezza. «Intervenire con mezzi alternativi, attraverso soluzioni accettabili agli occhi delle persone che si sentono più vessate che tutelate», ha dichiarato Luigi Di Corcia, coordinatore della consulta regionale Consumatori e utenti d’Abruzzo.
Una volta conclusa la sessione aperta alla cittadinanza, i consiglieri hanno proseguito il dibattito, provvedendo alla votazione di tre ordini del giorno. I due presentati dai consiglieri di centrosinistra e dal Movimento 5 stelle sono stati bocciati. Disco verde, invece, per l’ordine del giorno del consigliere Alessio Di Pasquale per il riutilizzo delle somme derivanti dalle sanzioni comminate sulla sicurezza del quartiere. A suffragare la decisione tecnica dell’installazione dell’autovelox ci ha pensato l’assessore Luigi Albore Mascia: «Dal 2016 al 2021 ci sono stati 31 incidenti su via di Sotto, dei quali 10 solo dal 2019. Le sanzioni dell’autovelox dal 12,56% della prima settimana sono passate all’1,43 dell’ultima». «Nessuno si aspettava ciò che è successo», ha chiarito il sindaco Carlo Masci «e nessuno voleva fare cassa, ma il percorso di crescita culturale in tema di mobilità e di sostenibilità si raggiunge facendo insieme una battaglia di civiltà».
«Il centrodestra si volta dall’altra parte e vota compatto contro le proposte delle minoranze di sospendere l’autovelox e aprire un tavolo con il prefetto», accusa il centrosinistra.
Erika Alessandrini (M5S) ha parlato del solito «triste spettacolo, con la maggioranza che boccia a priori qualunque proposta arrivi dalle minoranze. Il sindaco ha ammesso che è d’accordo con lo strumento dell’autovelox, ma l’unico modo per potenziare la sicurezza è di intervenire strutturalmente».
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